Digitale - 26 ottobre 2026, 07:00

Termosifoni accesi e prima neve in quota: in Granda tornano le serate in casa, dalle coperte alle vestaglie da uomo

Dal 15 ottobre i comuni in zona E possono accendere gli impianti per 14 ore al giorno, mentre nei 101 in zona F, capoluogo compreso, non c'è calendario. Intanto, con il primo freddo, cambiano anche le abitudini della sera.

Da Alba a Limone Piemonte, la stagione del riscaldamento in Granda non parte per tutti lo stesso giorno. I comuni di pianura e di collina seguono il calendario nazionale, che dal 15 ottobre consente di tenere accesi gli impianti, mentre nei centri di montagna, e nello stesso capoluogo, la legge non fissa alcuna data di avvio. Nel frattempo la neve, caduta in quota nella prima metà del mese, ha segnato l'ingresso dell'autunno vero e proprio.

Zona E e zona F, due regole per 247 comuni

La distinzione dipende dai gradi giorno, il valore che somma, giorno dopo giorno, la differenza tra i 20 gradi convenzionali di un'abitazione e la temperatura media esterna. Sopra quota 3.000 si entra in zona F, dove il Dpr 74 del 2013 non pone limiti né di periodo né di orario. In provincia di Cuneo, in base alla classificazione dei comuni stabilita dal Dpr 412 del 1993, i comuni in questa fascia sono 101 su 247, in gran parte nelle valli. Cuneo città ci rientra di misura, con 3.012 gradi giorno, insieme a Borgo San Dalmazzo (3.104) e Dronero (3.086).

Gli altri comuni, tra cui Alba, Bra, Fossano, Mondovì e Saluzzo, sono in zona E. Qui gli impianti possono funzionare dal 15 ottobre al 15 aprile, per un massimo di 14 ore al giorno nella fascia compresa tra le 5 e le 23. Come ricorda la Regione Piemonte, fuori da quel periodo e in presenza di condizioni climatiche sfavorevoli l'accensione resta consentita fino a 7 ore giornaliere, senza bisogno di ordinanza. I sindaci, dal canto loro, possono ampliare date e orari con un proprio provvedimento.

La sera si sposta dentro casa

Con il calo delle temperature e le giornate che si accorciano, una parte della vita serale si sposta tra le pareti domestiche. Cambia, di conseguenza, anche il guardaroba di casa: tornano in uso i maglioni di lana pesante, le pantofole chiuse prendono il posto delle ciabatte estive e riappare la vestaglia, che per molti uomini segna il passaggio dalla giornata di lavoro alla sera. Per chi in questi giorni deve sostituire la propria, NoiDìNotte, marchio di pigiameria e abbigliamento per la casa, vende online vestaglie da uomo in pile, con taglie dalla S alla XXL.

Le passeggiate dopo cena si diradano e il tempo libero torna al tavolo della cucina, al divano e, nelle case di valle dove è ancora diffusa, alla stufa a legna. Accanto ai vestiti ricompaiono plaid e coperte di lana, mentre in molte famiglie le cene si anticipano e la lettura, la televisione o una partita a carte prendono il posto della serata fuori, almeno nei giorni feriali.

Una provincia, climi diversi

Il primo segnale della stagione, quest'anno, è arrivato dalle montagne. La sera dell'8 ottobre al Colle dell'Agnello, in alta valle Varaita, Arpa Piemonte ha registrato 40 centimetri di neve, e la strada del valico è stata chiusa al traffico, mentre sul resto del Cuneese le piogge sono state di intensità moderata.

La data del 15 ottobre, del resto, ha un peso diverso a seconda di dove la si guarda. Alba, con 2.528 gradi giorno, e Bra, con 2.614, si collocano nella parte bassa della scala provinciale; il Saluzzese e il Monregalese restano in zona E, ma più vicini alla soglia; le valli, nella maggior parte dei casi, la superano. È anche per questo che in Granda l'accensione degli impianti dipende dal termometro prima ancora che dal calendario: nei comuni di montagna la caldaia può essere in funzione da settimane quando in pianura arriva il via previsto dalla legge.

Tra Alba e Limone Piemonte, che si attesta a 3.566 gradi giorno, lo scarto è di 1.038: più dell'intera ampiezza della zona E, che nella classificazione nazionale va da 2.101 a 3.000.






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