Politica - 19 ottobre 2026, 10:30

Emergenza casa a Verbania, il M5S attacca il Piano del governo e propone nuove misure

Prezzi in crescita e affitti sempre più onerosi: il gruppo guidato da Imerio Frattini chiede interventi a comune e provincia, dal recupero degli alloggi pubblici al contrasto degli affitti brevi

“Il Piano Casa del governo Meloni entra ora nella fase operativa con la nomina del commissario straordinario Felice Squitieri. Ma di fronte a un'emergenza abitativa che colpisce giovani, famiglie, lavoratori e pensionati, la risposta del Governo è del tutto inadeguata”. La denuncia arriva dal gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle Vco, guidato da Imerio Frattini.

Che prosegue: “Il caso di Verbania mostra quanto questa impostazione sia insufficiente. La città ha perso 135 abitanti nel solo 2024, ha un indice di vecchiaia di 285,3 anziani ogni 100 giovani e oltre 665 annunci di affitti brevi che sottraggono case ai residenti. Intanto l’Asl Vco denuncia che la mancanza di alloggi accessibili spinge medici e infermieri a emigrare in Svizzera. Servono un grande piano pubblico di edilizia residenziale, canoni ancorati al reddito, una regolazione degli affitti brevi e risorse certe per i comuni, che sono i soli a conoscere davvero i bisogni dei territori. I dati più recenti confermano questo quadro”.

“Secondo l’osservatorio di Immobiliare.it relativo al terzo trimestre 2026 - si legge ancora nella nota - a Verbania il prezzo medio richiesto per acquistare casa è di 2.834 €/m², in aumento del 10,6% su base annua: il valore più alto del Piemonte, tanto da superare di circa 54.000 euro il costo di un appartamento di 100 m² a Torino (2.292 €/m², +8,7% annuo). Anche Idealista, per il secondo trimestre 2026, indica per Verbania 2.487 €/m². Sul fronte degli affitti, Immobiliare.it rileva a Verbania un canone medio di 11,64 €/m² al mese, con una crescita annua prossima al 5%; l’elaborazione di Cna Piemonte su dati Omi dell’Agenzia delle Entrate (giugno 2026) indica 10,78 €/m², con un +5,0% annuo, il secondo valore più alto della regione dopo Torino (11,36 €/m²). In pratica, per un appartamento di 70 m² si parla di circa 750-815 euro al mese, a seconda della fonte. Il divario con il resto del Piemonte è enorme. Su Verbania pesa anche la domanda turistica per le seconde case sul lago Maggiore, che si somma alla pressione degli affitti brevi e restringe l’offerta per chi qui vive e lavora. Nelle province con prezzi più bassi, al contrario, il mercato riflette una domanda meno vivace e un patrimonio che fatica a rivalutarsi: non un modello da invidiare, ma la prova che la questione abitativa ha forme diverse in ogni territorio e va affrontata a livello locale".

“Proprio perché il Piano Casa non basterà - sottolineano dal M5S - chiediamo all’amministrazione comunale di Verbania e alla provincia del Vco, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, di non attendere Roma e di attivare fin da subito alcune misure concrete per ridurre la criticità abitativa del territorio:

  1. Osservatorio provinciale sulla casa. La provincia, con i comuni, l’Asl Vco, l’Atc Piemonte Nord, le organizzazioni sindacali e di categoria, può istituire un tavolo permanente che monitori prezzi effettivi (dati Omi e non solo annunci), alloggi sfitti, affitti brevi e domanda inevasa, così da orientare le scelte su dati reali.
  2. Censimento e recupero del patrimonio pubblico. Mappatura degli alloggi di edilizia residenziale pubblica inutilizzati e degli immobili comunali, dell’Asl o di altri enti dismessi, con un piano di ristrutturazione finanziato da fondi regionali, statali ed europei, in coerenza con le priorità di rigenerazione urbana già indicate dal nostro gruppo.
  3. Canone concordato e agenzia sociale per l’affitto. Aggiornare l’accordo territoriale sul canone concordato e incentivarlo con aliquote Imu agevolate, garanzie e servizi di intermediazione per i proprietari che affittano a residenti a canoni calmierati, anche con un fondo comunale di sostegno per le famiglie in difficoltà.
  4. Argine agli affitti brevi. Controlli sistematici su codici identificativi (Cin) e comunicazioni obbligatorie, regole urbanistiche sui cambi di destinazione d’uso, destinazione di una quota dell’imposta di soggiorno a un fondo per la casa e valutazione, nei limiti consentiti dalla legge, di leve fiscali differenziate per gli immobili destinati solo a locazioni turistiche.
  5. Quote di alloggi accessibili nei nuovi interventi. Nei piani attuativi e nei progetti di rigenerazione urbana, prevedere una quota obbligatoria di edilizia convenzionata e sociale, a prezzi o canoni calmierati, evitando che l’offerta nuova si rivolga solo al mercato turistico e agli investitori.
  6. Alloggi per i lavoratori essenziali. Un protocollo con l’Asl Vco, e analoghi accordi con scuole e altri servizi pubblici, per foresterie e alloggi a canone agevolato destinati a medici, infermieri e personale che oggi sceglie la Svizzera anche perché qui non trova casa.
  7. Una voce comune verso regione e governo. Comune e provincia, insieme agli altri comuni del Vco, possono presentare candidature coordinate ai bandi e chiedere formalmente risorse certe e un fondo dedicato ai territori ad alta tensione abitativa, compreso il recupero del patrimonio edilizio dei borghi e delle valli per giovani famiglie e nuovi residenti”.

l.b.