“Dopo i cantieri che hanno messo a dura prova la città tra la primavera e l’estate, Verbania e il Verbano si preparano a un autunno e un inverno di forte criticità per la mobilità. Tre interventi, tra avviati e in arrivo, rischiano di chiudere la città in una tenaglia”. Così, in una nota, il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle del Vco, che sottolinea: “Da mesi denunciamo le criticità dei cantieri: lanciamo l’allarme prima che l’emergenza diventi realtà”.
Il M5S elenca poi i principali interventi che rischiano di paralizzare la mobilità cittadina: “SS 34 a Cannobio: dal 12 ottobre senso unico alternato, dal 21 chiusura notturna. Per i lavori della galleria paramassi, da oggi è in corso l’installazione del cantiere. Dalle 5 alle 21 la statale viaggerà a senso unico alternato, regolato da semaforo o movieri. Dal 21 ottobre la strada resterà chiusa ogni notte dalle 21 alle 5. A sostituirla, secondo l’avviso del Comune, ci saranno quattro corse serali di battello tra Cannero e Cannobio e una corsa aggiuntiva del traghetto Intra–Laveno. Per frontalieri, lavoratori dei turni serali e chi rientra a casa dopo cena, il lago diventa l’unica alternativa e i posti sono contati. Ponte di via San Giovanni Bosco a Intra: 3,15 milioni e un cantiere in arrivo. Il comune ha approvato il progetto esecutivo di messa in sicurezza sismica, e il passo successivo è l’affidamento dei lavori. Nessuno ha ancora spiegato ai cittadini come si garantiranno la viabilità collinare e i gli eventuali collegamenti di emergenza verso l’ospedale per tutta la durata del cantiere. Beata Giovannina: la rotatoria si farà, ma con quale piano per il traffico? L’impresa aggiudicataria ha rinunciato all’appalto e il contratto è stato risolto. L’amministrazione invece di fermarsi, ha avviato una nuova procedura negoziata per un’opera, inutile (a detta di buona parte dei cittadini), da circa mezzo milione di euro, eventualmente utilizzabili per altri interventi (vedi sistemazione argine del fiume San Giovanni). I tempi slittano rispetto al cronoprogramma iniziale, ma il cantiere arriverà comunque su uno snodo vitale dell’ingresso a Pallanza e Suna. Eppure oltre 800 cittadini avevano firmato per fermare l’opera e aprire un confronto con la città, e tutti i gruppi di minoranza ne avevano chiesto l’accantonamento”.
“Come gruppo territoriale M5S Vco - si legge ancora nella nota - registriamo che, sommando questi tre interventi e senza dimenticare quelli già aperti in città, ci troviamo davanti ad una inevitabile tempesta perfetta, per la quale sembra che nessuno abbia ancora presentato un concreto piano di gestione, quindi riteniamo che non sia più il tempo dei comunicati tardivi e dei cartelli ai margini della strada. Chi governa ha il dovere di guardare in faccia una crisi annunciata e di governarla per tentare almeno di limitare gli inevitabili disagi, senza subirli passivamente o, peggio ancora, per non rincorrerli dopo. Per questo il M5S Vco suggerisce delle proposte preventive, urgenti, di facile attuazione e a costo estremamente contenuto:
- Web-cam pubbliche in tempo reale sui colli di bottiglia (accessi al Ponte San Giovanni, incrocio della Beata Giovannina, imbocchi della galleria paramassi), consultabili da smartphone. Se il cittadino vede l’ostacolo, lo evita e sceglie percorso e orario.
- 2. Informazione push 24 ore su 24: un canale Telegram/WhatsApp dedicato alla viabilità, gestito da una control room, con notifiche immediate su rallentamenti, interruzioni e posti disponibili sui battelli. L’informazione deve raggiungere il cittadino prima che metta in moto l’auto.
- 3. Il lago come infrastruttura d’emergenza: potenziamento dei collegamenti via acqua, anche per il traffico commerciale leggero con traghetti Ro-Ro, e veri parcheggi di interscambio con navette verso gli imbarchi.
- 4. Orari sfalsati e smart working di emergenza: ingressi scaglionati in scuole, uffici e aziende, concordati con Prefettura e associazioni di categoria, per spalmare i picchi delle 7:30–8:30 e delle 17:00–18:00, e lavoro agile per 2–3 giorni a settimana dove le mansioni lo consentono.
Il tempo dei proclami è finito, la paralisi è certa ed inevitabile, ma la rassegnazione è una scelta: il nostro primo cittadino, accenda le web-cam, informi i cittadini, pianifichi la mobilità della città. Governare significa fare tutto il necessario e farlo prima della vera emergenza”.