Politica - 13 ottobre 2026, 18:18

Verbania, la Cgil torna sul caso Ramelli: "Inaccettabile l'attacco alle forze antifasciste"

Il sindacato interviene dopo le polemiche legate alla manifestazione del 27 settembre e allo striscione di CasaPound. Nel comunicato anche un riferimento alle condanne per l'assalto alla sede nazionale della Cgil

La Cgil di Novara e del Verbano Cusio Ossola torna a intervenire sulle polemiche legate all'intitolazione del lungolago di Verbania a Sergio Ramelli, criticando le iniziative di CasaPound e rivendicando il carattere pacifico della manifestazione antifascista del 27 settembre. La presa di posizione arriva attraverso un comunicato nel quale il sindacato collega quanto accaduto a Verbania al più ampio tema della difesa della democrazia e della libertà sindacale.

Il documento prende spunto dalle condanne confermate in appello per l'assalto alla sede nazionale della Cgil del 9 ottobre 2021. Secondo l'organizzazione sindacale, le sentenze rappresentano un passaggio importante, ma non mettono fine a un clima di contrapposizione che continua ad alimentarsi attraverso provocazioni e attacchi alle istituzioni.

"Il fascismo di oggi non è la copia di quello di cento anni fa. Agisce in forme più subdole: attraverso la provocazione, la propaganda, la delegittimazione degli avversari e la normalizzazione di simboli e linguaggi che alimentano intolleranza e violenza", sostiene la Cgil.

Il sindacato richiama quindi la mobilitazione organizzata a Verbania contro l'intitolazione del lungolago a Sergio Ramelli, giovane militante del Fronte della Gioventù morto nel 1975 in seguito a un'aggressione di matrice politica.

Secondo quanto riportato dalla Cgil, alla manifestazione del 27 settembre hanno partecipato oltre 1.200 persone. Il sindacato definisce la mobilitazione pacifica e considera la successiva decisione del sindaco di rinunciare all'intitolazione un risultato della protesta.

La critica si concentra poi sullo striscione esposto da CasaPound e sui messaggi diffusi sui social nei giorni della contestazione. La Cgil contesta in particolare l'accostamento tra la manifestazione antifascista e la violenza politica che portò alla morte di Ramelli.

"Una mistificazione inaccettabile", afferma il sindacato, che respinge le accuse rivolte alle organizzazioni antifasciste e richiama il proprio ruolo nella storia democratica italiana.

Nel comunicato viene ricordata anche la figura di Guido Rossa, operaio e sindacalista assassinato dalle Brigate Rosse nel 1979, citato come esempio del contributo e del sacrificio del movimento sindacale nella lotta contro il terrorismo.

La Cgil precisa che non intende mettere in discussione il diritto di ricordare le vittime della violenza politica, ma contesta quello che definisce un utilizzo strumentale della memoria di Ramelli per sostenere posizioni politiche e attaccare le organizzazioni antifasciste.

"Non è in discussione il diritto di ricordare una persona uccisa dalla violenza politica", si legge nel documento, nel quale il sindacato critica il ricorso a quella vicenda per alimentare nuove divisioni.

La nota si conclude ribadendo l'impegno dell'organizzazione nella difesa dei principi costituzionali e nel contrasto a ogni forma di intimidazione.

"La Cgil continuerà a difendere la democrazia nel nostro Paese, senza intimidazioni e senza ambiguità: la violenza fascista, qualunque forma assuma, non è un'opinione da normalizzare ma una minaccia da contrastare", conclude il sindacato.

comunicato stampa a.f.