Verbania - 10 ottobre 2026, 16:00

La Ferrovia Intra-Premeno, tra storia, leggende e curiosità FOTO

Inaugurata questa mattina in biblioteca la mostra dedicata al centenario della tramvia

A tracciare il percorso della Ferrovia Intra Premeno, dal torrente San Giovanni, fu un… asino. La storia, o leggenda, è stata tramandata dalla tradizione orale, generazione dopo generazione, ed ora è raccolta nell’opuscolo pubblicato qualche anno fa da Guido Canetta, uno dei tre curatori della mostra sui 100 anni della tramvia, da oggi esposta alla biblioteca Pietro Ceretti di Verbania.

“I progettisti – racconta Canetta – si servirono di un asino per individuare la traiettoria migliore sulla quale posare i binari. Fu l’asino a tracciare i tornanti mantenuti quando, alla ferrovia, fu sostituita la strada attuale”. Canetta, nato nel 1946, appartiene all’ultima generazione di passeggeri: “Quando, nel 1957 finite le elementari a Bèe, mi iscrissi alle medie a Intra, la ferrovia era ancora in funzione; io, i mei coetanei e i ragazzi più grandi la utilizzavamo per andare e tornare da scuola. Ho conservato il ricordo di una donna che saliva con un ‘brent’ di latte che andava a vendere a Intra. Non di mucche sue ma di famiglie del paese. Non, come credevamo ip e gli altri ragazzi, ai negozi ma presso famiglie clienti abituali”. Il racconto di Canetta s’è concluso con il ritorno di un soldato dalla guerra: “Arrivò dalla moglie, e dalla figlia, che non vedeva dal 1942 con una valigia piena di pagnotte di pane bianco, che nessuno in paese aveva mai visto. Era stato ausiliario delle truppe anglo americane, dopo l’armistizio. Una fortuna, perché fu uno dei pochi a tornare dalla guerra con qualche chilo in più. Io quel pane non l’ho potuto assaggiare perché sono nato l’anno dopo: quel soldato era mio padre”. Tra i documenti scovati da Canetta, nel corso di una vita d’appassionato ricercatore storico, ce n’è uno del 1911: “Già allora si parlava della ferrovia Intra Premeno”. Anche se l’idea, come documentato da Emma Lomazzi Caretti nel saggio pubblicato sulla rivista Verbanus e nel volume più recente in collaborazione col fotografo Enzo Azzoni fu dell’ingegner Alfredo Pariani, autore del progetto, nel 1914.

“Ci fa capire – è intervenuta Emma Lomazzi Caretti – quanto, a partire dal 1910, ci fosse un fervore di idee e iniziative e quanto l’ingegner Pariani fosse in avanti sui tempi”. Il progetto fu accantonato a causa dello scoppio della prima guerra mondiale e fu ripreso al termine del conflitto. Ma anche allora, quello della ferrovia fu un percorso accidentato, ricorda Lomazzi Caretti – e si arrivò ad inaugurare la Intra Premeno solo nel 1929. I comuni erano contrari a causa dei costi”. L’altro padre della ferrovia, fu il dottor Luigi Mangiagalli, che sostenne economicamente l’impresa.

Alla Intra Premeno si deve il decollo turistico del centro collinare. Una spinta propulsiva, ha detto Lomazzi Caretti, “senza la quale non avremmo avuto l’Istituto Auxologico, anche se fu realizzato negli anni ’70 dopo la chiusura della ferrovia, che ha consentito la scoperta del territorio”. Una chiusura inevitabile, per Andrea Garlandini (consigliere comunale a Caprezzo), che ha curato la parte storica relativa alla centrale idroelettrica che alimentava la ferrovia: “Erano gli anni del boom economico, la ferrovia era gestita da una società privata, i conti non tornavano più”. La vicenda della Intra Premeno, ha osservato Paola Giacoletti (associazione La Degagna), è rivelatrice di quanto sia importante “la lungimiranza delle amministrazioni locali. Anche allora i comuni non erano d’accordo. Vignone, ad esempio, si oppose perché il progetto iniziale non prevedeva le fermate di Vignone e Bureglio, che poi furono realizzate. C’era anche chi era contrario al passaggio a lago perché avrebbe deturpato il paesaggio. Il prolungamento in direzione di Trobaso non fu mai realizzato”. “Eppure – si rammarica Lomazzi Caretti – a me, che abitavo dove oggi c’è il condominio Rusconi, la stazione di partenza sembrava il cuore pulsante della città”.

A fare gli onori di casa sono stati il direttore della biblioteca, Andra Cassina e l’assessore alla cultura di Verbania Luciano Paretti. È intervenuto anche il sindaco di Vignone, Giacomo Maurizio Archetti.

Redazione