C’è tempo fino a domani, venerdì 9 ottobre, per rispondere al questionario sulla “Ciclovia del San Bernardino” (scaricabile dal link https://forms.gle/yvqREptgKe4NiXm6a) proposto dal comune di Verbania con l’obiettivo di coinvolgere la cittadinanza nel progetto con idee e suggerimenti. “Ne terremo conto nel progetto in corso di elaborazione”, assicura al termine della serata informativa di ieri a palazzo Flaim Filippo Lafleur, che sta lavorando con il collega Andrea Bulloni alla redazione del Pfte (Progetto finanziario tecnico economico) da presentare in regione Piemonte entro il 30 ottobre, giorno della scadenza del bando per la richiesta di finanziamento. Sono già 180 i questionari tornati compilati dai cittadini. “C’à anche uno spazio libero di 500 parole nel quale potrete suggerire, proporre”, ha concluso Lafleur.
Il tratto interessato, dal terzo ponte al ponte del Plusc, spiega il sindaco Giandomenico Albertella, è solo il primo lotto di quella che, nelle ambizioni dell’amministrazione, dovrebbe diventare la ciclovia d’accesso al parco nazionale Val Grande e raccordarsi con la Ciclovia del Lago Maggiore, già finanziata, e la ciclovia del Toce.
Il progetto in corso di redazione, spiegano Lafleur e Bulloni, non riguarda la sponda del fiume San Bernardino, ma si concentra in via Olanda e, oltre al tratto ciclabile, prevede una riorganizzazione dei parcheggi esistenti in modo che i veicoli non intralcino il fruire delle biciclette. “Realizzeremo anche due passaggi per scendere al fiume, due isole di fresco”, hanno accolto il suggerimento arrivato da pubblico sull’inaccesibilità al fiume segnalato in un intervento. La ciclovia del San Bernardino parte con grandi ambizioni, rivela Bulloni: “Il nostro modello di riferimento è la ciclovia della Valle Maggia, (nel Locarnese, ndr) che risale la valle dal lago per 24 chilometri”.
Dal pubblico, oltre a richieste di chiarimento sul progetto, sono arrivate osservazioni critiche sull’insufficienza dell’offerta di piste ciclabili, non tanto per l’estensione chilometrica quanto per la mancanza di collegamenti tra i diversi tratti. Una insufficienza rilevata anche da Luigi Ciccarone, referente per il Verbano Cusio Ossola di Fiab (Federazione amici della bicicletta): “Ci sono aree già strutturare, penso ai supermercati, che potrebbero essere adattate all’accesso dei ciclisti che andrebbero solo attrezzate, ad esempio la zona dell’Esselunga. Inviterei inoltre ad evitare dove possibile di ricorrere all’asfalto, come mi è successo recentemente transitando in bicicletta sulla linea Cadorna. La linea Cadorna è un esempio di percorso già adatto alla bicicletta senza grossi interventi, basta una normale manutenzione”. Nel corso della serata è intervenuto anche il presidente de parco nazionale del Parco Nazionale Val Grande Luigi Spadone: “Noi siamo aperti ai collegamenti cicloturistici d’accesso al parco”.