Cresce il numero dei detenuti occupati negli istituti di pena del Piemonte, confermando come l'attività lavorativa rappresenti uno dei pilastri fondamentali per il recupero sociale e la dignità della persona ristretta. È uno degli elementi più significativi emersi dalla relazione annuale relativa al 2025 presentata in Consiglio regionale da Monica Formaiano, Garante regionale delle persone detenute.
"Tra i dati più positivi del panorama carcerario piemontese nel 2025 si rileva una crescita del numero di detenuti che lavorano – ha evidenziato Formaiano durante il suo intervento in Aula –. Un’occasione importante ai fini della rieducazione e del miglioramento della qualità della vita. Un dato che risulterebbe ancora più positivo se aumentasse il numero di chi è impiegato in imprese esterne al carcere anziché al servizio dell’amministrazione penitenziaria". Un traguardo che, secondo la Garante, "potrebbe essere raggiunto più facilmente potenziando le attività formative più qualificanti in base alla popolazione carceraria e alle caratteristiche produttive del territorio".
In carica dal luglio dello scorso anno, Formaiano ha richiamato la "sostanziale continuità con l’operato di chi mi ha preceduta", ribadendo "l’importanza della funzione di garanzia quale figura promotrice di azioni di collegamento, collaborazione e impulso con tutti gli attori del sistema penitenziario e la necessità di rafforzare le politiche sanitarie e sociali, le iniziative scolastiche, formative e lavorative; tutte misure volte ad un effettivo e reale reinserimento sociale delle persone detenute".
Il quadro complessivo resta tuttavia segnato da pesanti criticità strutturali, "a cominciare dal cronico sovraffollamento e dalla vetustà degli edifici, carenti di manutenzione ordinaria e straordinaria". L'analisi si è concentrata anche sui segmenti di popolazione carceraria con bisogni specifici: dagli anziani con necessità sanitarie continuative ai giovani adulti, fino alle persone con esigenze di tutela peculiare e alle donne detenute, per le quali lo scorso marzo è stato siglato un protocollo con la Commissione Pari opportunità orientato a medicina di genere e inserimento lavorativo.
Sul fronte dell'attività d'ufficio, nel 2025 sono state 218 le segnalazioni complessive giunte alla Garante, di cui 136 arrivate dall'inizio dell'attuale mandato, tutte seguite da colloqui e istruttorie: "In particolare, aumentano le segnalazioni in ordine ai trasferimenti perché mantenere i contatti con la rete familiare è un supporto emotivo importante per chi è detenuto". Rimane infine alta l'allerta sulle situazioni estreme: "Un nodo quanto mai dolente riguarda l’attenzione in merito all’applicazione dei protocolli di prevenzione di eventi critici quali suicidi ed eventi anticonservativi, che nel quasi il 50% dei casi riguarda autori di reati importanti contro la persona".