Una serata dedicata al tema del fine vita e alle questioni giuridiche legate al suicidio medicalmente assistito. Al ristorante Serenella di Feriolo il Lions Club Verbano Borromeo, presieduto dall’avvocato Claudio Carlini, ha ospitato Antonio Rinaudo, magistrato dal 1977, già sostituto procuratore della Repubblica di Torino e componente della Direzione Distrettuale Antimafia.
“Fine vita e sicurezza” il tema dell’incontro, durante il quale Rinaudo si è soffermato sulle responsabilità e sulle garanzie che accompagnano una materia nella quale si intrecciano diritto, etica, libertà individuale e tutela della persona.
Nel corso della serata sono stati richiamati in particolare i principi delineati dalla Corte costituzionale in materia di suicidio medicalmente assistito e le condizioni che devono concorrere affinché una richiesta possa rientrare nell’ambito tracciato dalla giurisprudenza costituzionale.
Quattro i requisiti sui quali si è concentrato l’intervento: la presenza di una patologia irreversibile, una condizione di sofferenza fisica o psicologica ritenuta intollerabile, la dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e la capacità della persona di prendere decisioni libere e consapevoli attraverso il consenso informato.
Proprio quest’ultimo elemento è stato indicato come uno degli aspetti più delicati della questione: una scelta che riguarda la propria vita e il proprio percorso di cura richiede infatti procedure in grado di accertare che la decisione sia realmente libera, consapevole e adeguatamente informata.
Da qui il collegamento con il tema della sicurezza, intesa non soltanto sotto il profilo strettamente giuridico, ma anche come necessità di prevedere regole, controlli e procedure capaci di tutelare la persona e gli altri soggetti coinvolti.
L’incontro ha quindi offerto ai presenti l’occasione per approfondire una materia al centro del dibattito pubblico, affrontandola attraverso il punto di vista giuridico e il tema delle responsabilità e delle garanzie previste dall’ordinamento.