Investigatori di alta montagna. L’incidente di volo a Campliccioli, il caso del monossido in val Buscagna, il sequestro della pista che sale al Monte Moro, l’incidente della funivia di Macugnaga. Sono solo alcune delle ultime indagini che sono state affidate al Sagf, lo speciale corpo di soccorso della Fiamme Gialle, tutto ormai concentrato nella caserma di piazza Chavez a Domodossola, dopo la chiusura anni fa delle sedi staccate, ultima proprio quella di Macugnaga.
Dimenticatevi il Sagf come era sempre stato. Un corpo originalmente abbinato al soccorso in montagna, con operazioni svolte spesso con il Cnsa - il soccorso civile Valdossola - . Il Sagf è stato il corpo specializzato che ha legato la sua storia al soccorso alpino militare. La Finanza delll'allora alto Novarese e poi della probinvia del Vcoi aveva avuto anche un distaccamento a Macugnaga, ai piedi della parete del Rosa, prima di accentrare tutto nella caserma di piazza Chavez a Domodossola.
Ora, il Sagf di Domodossola va, via via, assumendo anche un ruolo prettamente investigativo, al servizio della Procura della Repubblica di Verbania. Un ruolo deciso dal comando generale delle Fiamme Gialle che ha di fatto trasformato gli uomini del Sagf in inquirenti d’alta quota. Poiché il Sagf, protagonista dei soccorsi, diventa subito operativo già sul posto dove i militari si trasformano in un braccio della Procura, che può così intervenire già per i primi, tempestivi rilievi.
Un ruolo delicato, che si aggiunge a quello tradizionale. Una conferma che arriva dai fascicolo delle indagini, che sono sulle scrivanie degli uffici Sagf di Domodossola.
Come quelli dell'ultimo fatto grave avenuto all’alpe Buscagna con l’intossicazione di un gruppo di malgari e poco prima a Campliccioli, dove hanno trovato la morte due persone che volavano a bordo di un autogiro che ha urtato i cavi della funivia dell'Enel. Ma ricordiamo anche le indagini che mesi fa hanno coinvolto Macugnaga, arrivate all’arresto e poi alla decaduta del sindaco Alessandro Bonacci. A Macugnaga il Sagf ha lavorato sul sequestro della pista di bike che sale al Moro, ma anche sull’incidente acceduto alla funivia del Moro, con l’impatto della cabina contro la stazione di monte.
Un nuovo ruolo di grande importanza come ci hanno spiegato il capitano Matteo Trovato, comandante la Compagnia di Domodossola, e Stefano De luca, maresciallo capo del Sagf. ‘’Una decisione quasi naturale visto che gli uomini del Sagf sono già sul posto in montagna quando succede qualcosa e quindi possono da subito attivarsi come polizia giudiziaria'' afferma il capitano Trovato.
‘’Oggi siamo identificati come polizia di montagna - aggiunge De Luca, figura molto nota nel Vco - Un nuovo ruolo territoriale perché riusciamo a raggiungere ogni angolo del territorio, soprattutto quello montano, che conosciamo e dove sappiamo operare. Abbiamo capacità operative in quota, la giusta tecnologia per operare nei soccorsi e quindi possiamo attivarci nell’immediato come polizia giudiziaria. Attività quest’ultima che però non ci distoglie da quella del soccorso vero e proprio’’. Insomma, un compito in più.
In Finanza sperano anche nell’arrivo di nuovi ‘tecnici’ del Sagf, attraverso i concorsi esterni che richiedono impegnative prove pratiche e necessitano di un anno di corso e quelli interni al Corpo per i quali bastano sei mesi di corso. Un ruolo quello degli esperti del SWagf che è oggetto ogni tre anni di aggiornamenti ed ogni anno di visita mediche che ti dichiari idoneo.
‘’L’ultimo esempio della nostra nuova veste è stata l’indagine del furto di minerali in alta quota in Ossola – dice De Luca – , indagine per la quale abbiamo avuto un ottimo supporto da parte della Procura di Verbania. Questa operazione e anche quelle di Macugnaga rimarcano anche l’attenzione che si ha sull’ambiente, visto che anche che l’Ossola è un territorio particolare con diverse zone speciali’’.





















