Una sala gremita, oltre le aspettative, ha accolto sabato pomeriggio al Circolo Velico Canottieri Intra Paolo Cavallini, il velista impegnato nel giro del mondo in solitaria, protagonista di un incontro dedicato al racconto della sua straordinaria avventura.
Ad ascoltarlo non soltanto appassionati di vela, ma anche tante persone incuriosite da un’impresa fuori dal comune. Con un linguaggio semplice e diretto, accompagnato dalle immagini del viaggio, Cavallini ha ripercorso le rotte affrontate e gli incontri che hanno caratterizzato la sua esperienza.
Il viaggio è partito dal Mediterraneo per poi proseguire, dopo lo Stretto di Gibilterra, lungo la costa del Marocco, verso la Mauritania e il Senegal. Da qui la navigazione è continuata in direzione di Capo Verde, con un compagno d’eccezione a bordo: il verbanese Giovanni De Rossi.
Appassionato di vela, De Rossi ha scelto di condividere con Cavallini una parte dell’avventura, realizzando il sogno di affrontare una traversata oceanica.
La navigazione è proseguita sfruttando gli Alisei di Nord-Est, gli stessi venti che per secoli hanno accompagnato i navigatori nelle traversate atlantiche. La rotta si è poi spinta molto più a sud rispetto ai percorsi convenzionali, oltre l’Equatore, fino a raggiungere il Brasile.
Qui si sono separate le strade dei due velisti. De Rossi ha concluso la propria esperienza oceanica, mentre Cavallini ha continuato il viaggio risalendo le coste brasiliane in direzione dei Caraibi.
Il percorso lo ha quindi portato fino al Canale di Panama, passaggio fondamentale per entrare nella seconda grande fase del viaggio e affrontare l’immensità dell’Oceano Pacifico.
Durante l’incontro a Intra, il racconto della navigazione si è intrecciato con quello delle isole, dei territori e soprattutto delle persone incontrate lungo il cammino. Immagini e testimonianze hanno restituito al pubblico non soltanto la dimensione sportiva e avventurosa dell’impresa, ma anche quella più profondamente umana.
Un viaggio che per Cavallini ha significato anche riscoprire valori essenziali, conoscere popolazioni con culture, tradizioni e modi di vivere molto diversi da quelli occidentali e osservare il mondo dalla particolare prospettiva di chi lo attraversa lentamente, spinto dal vento.
Un’esperienza nata anche da una scelta radicale: lasciare alle spalle la precedente vita professionale per dedicarsi alla navigazione e alla scoperta del mondo, trasformando una passione in una vera e propria avventura di vita.