Dopo lo straordinario successo dello scorso anno, il viaggio in Oriente più atteso del Verbano si appresta a tornare in grande stile nelle giornate di sabato 26 e domenica 27 settembre 2026, quando il Comune di Maccagno con Pino e Veddasca si trasformerà in un vero e proprio ponte culturale con la seconda edizione del Festival Zen.
La grande novità di quest'anno è la sua struttura diffusa, capace di coinvolgere contemporaneamente tre delle location più suggestive del territorio per dare vita a un percorso sensoriale continuo.
Gli spazi del Parco delle Feste rappresenteranno il cuore botanico dell'evento con la seconda mostra mercato bonsai, Mizūmi to Yama, nata grazie alla collaborazione con Bonsai Wood Club, Insubria Bonsai, Bonsai Blu e gli Amici del Bonsai, attiva per tutta la durata della manifestazione e affiancata dall’opportunità di consulenza gratuita “Un consiglio per il tuo bonsai”.
Il programma di questa location prevede per sabato 26 l'inaugurazione ufficiale alle 14.00, alla presenza delle autorità locali, seguita dalle 15.30 dalla dimostrazione dal vivo di lavorazione guidata dal maestro Mario Pavone (BCI).
Domenica 27 la mostra riaprirà alle 9.00, proseguendo alle 10.00 con la dimostrazione di lavorazione del maestro Donato Danisi (UBI) e alle 14.00 con l'ultima lavorazione guidata dal maestro Ivo Saporiti (IBS), prima delle premiazioni ufficiali dei migliori esemplari e della chiusura alle 18.00.
Sempre il Parco delle Feste ospiterà la mostra “Un piccolo viaggio in Giappone attraverso l'artigianato”, che offrirà la possibilità di ammirare la minuzia e la cura dell’oggettistica artigianale giapponese.
Il Parco Giona diventerà poi il centro nevralgico della creatività e dello shopping con una vivace mostra mercato di prodotti nipponici, dove mettersi in gioco in prima persona grazie a workshop esperienziali organizzati presso i singoli stand e acquistare un pezzo di Giappone.
Tra questi spicca la composizione di Furin, le tradizionali campanelle a vento in ceramica curate dallo Studio Satori ceramiche, con sessioni due volte l'ora della durata di 15-30 minuti per un massimo di tre partecipanti al costo di 30 euro con materiale incluso, prenotabili sul posto o al numero 346 3022786.
Chi desidera esplorare le arti visive potrà partecipare al workshop di pittura tradizionale giapponese a inchiostro nero e acquerello senza tratti preparatori, coordinato da Irene Maker: un laboratorio inclusivo di due ore e mezza per 4-6 persone al costo di 40 euro comprensivo di materiali.
Presso lo stand Sorahoto si terranno invece le esperienze dedicate al fascino epico dei guerrieri, con la vestizione del kimono per samurai al costo di 10 euro oppure un pacchetto completo da 20 euro che unisce la vestizione tradizionale all'uso della katana.
Per chi vorrà sentirsi judoka per un giorno saranno inoltre previste dimostrazioni pratiche a cura dell'ASD Bu-Sen Verbano Judo. Presso lo stand di AISU sarà invece possibile effettuare un workshop di poesia e scrittura creativa con meditazione, accompagnato da flauto introspettivo e tamburo sciamanico.
Oltre all'arte e alla botanica, il festival celebrerà la cultura gastronomica nipponica presso il Punto d'Incontro in via Pietro Valsecchi con un ricco calendario di workshop di cucina, pensati per svelare i segreti culinari del Sol Levante.
Sabato dalle 16.00 alle 17.00 si terrà l'appuntamento dedicato al Washoku e alla cucina tradizionale, un'introduzione teorico-pratica con assaggio, curiosità, dispensa e regalo tradizionale. Il laboratorio sarà replicato anche domenica dalle 16.30 alle 17.30.
La giornata di domenica si aprirà invece alle 10.00 con il laboratorio dedicato alla colazione tradizionale giapponese, seguito dalle 11.30 alle 13.00 dal workshop sui Temari sushi, durante il quale i partecipanti impareranno a modellare il riso a pallina con ingredienti freschi.
Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 16.00, spazio infine al workshop dedicato all'Hana daifuku, reinterpretazione moderna del dolce di riso ripieno, con tecniche di decorazione floreale tramite sac à poche e crema di fagioli bianchi.