Dopo l’intervento del Comitato Salvaguardia Allevatori Vco, anche Fabio Falcioni, responsabile organizzativo di Futuro Nazionale Vco, interviene sul tema dei lupi e, in particolare, sulle linee guida diffuse dalla Prefettura a tutti i comuni della provincia. Di seguito le parole di Falcioni.
“Le linee guida redatte da Life Wolfalps, e recentemente inviate dalla Prefettura a tutti i nostri comuni, rappresentano l'ennesimo schiaffo ideologico sul tema lupo inferto al nostro territorio. L'impostazione adottata è sempre la stessa che ci viene propinata come risolutiva ormai da troppi anni, ovvero adeguare il comportamento e le abitudini dell'intera popolazione (e i relativi animali domestici) alla presenza di un singolo animale. Il quale, ovviamente, essendo un predatore apicale con un'intelligenza e una capacità di adattamento straordinari, provvede costantemente ad adeguarsi ai vari mezzucci adottati dall'essere umano che un tempo incuteva timore, mentre oggi è divenuto una pavida comparsa della natura.
L'emergenza lupo è un problema reale, fortemente sentito localmente non per ignoranza o per superstizione, ma per la brutalità dei suoi effetti. Chi tocca con mano le conseguenze delle predazioni, chi ritrova sbranati animali che fino al giorno prima chiamava per nome, chi esce a fare una passeggiata con il proprio cane e non lo vede più tornare, tutte queste persone non sono ignoranti o impreparate. Semplicemente conoscono la realtà della convivenza con il lupo molto meglio dei tanti "lupologi" da tastiera, che senza aver mai allevato niente, ridicolizzano il pastore che non ha saputo difendere il proprio bestiame. Queste persone, il cui unico contributo è diffondere nozioni e istruzioni fornite da sedicenti esperti (rivelatesi poi puntualmente errate), non hanno idea di cosa significhi avere concretamente a che fare con il lupo. Sembrano quasi volerne ignorare la reale natura, ovvero quella di un predatore. Quella di un animale che uccide per mangiare, che un tempo temeva l'uomo ma adesso non lo teme più. I recenti attacchi che si stanno verificando in Italia lo dimostrano. Ma anche qui, la risposta è ovviamente che il lupo non è pericoloso per l'uomo, che in Italia non si registrano uccisioni di esseri umani da oltre un secolo. Già, ovvero da quando il lupo era praticamente estinto nella nostra nazione.
Perché all'estero, nei paesi dove è da sempre fortemente presente, ovviamente la situazione è ben diversa e nessuno si sogna di considerarlo come un animale non pericoloso. Ci viene raccontata la buona favola della convivenza in Abruzzo, salvo poi evitare di riportare le testimonianze sul reale rapporto di quelle popolazioni con i predatori. Ma implicitamente, leggendo tra le righe delle linee guida stilate da Life Wolfalps, si percepisce del timore. Il lupo da animale che scappa appena vede l'uomo, è divenuto l'animale da non avvicinare. Probabilmente, come sempre, attendiamo la tragedia prima di affrontare seriamente il problema. Prima di ammettere che i fiumi di retorica con cui ci avete sommerso negli ultimi anni non erano altro che teorie fallaci. Al nostro territorio (e in generale all'Italia) non servono linee guida e protocolli. Non serve imparare come adeguarsi al lupo. Servono misure radicali che affrontino concretamente il problema. Serve che sia il lupo ad adeguarsi alla nostra presenza e non viceversa. Serve una presa di posizione netta, scevra da ideologismi specisti e che consideri la specie lupo per quello che è e per i danni che arreca. Il lupo va gestito cosi come vengono gestite moltissime altre specie animali, non è in via di estinzione e non va più tutelato indiscriminatamente come se si trattasse di una specie a forte rischio. È ora che gli enti preposti inizino a tutelare seriamente quegli italiani che stanno pagando per tutti il prezzo della convivenza forzata. Perché di questo si tratta, scegliere se continuare a perseguire l'interesse del lupo o iniziare ad ascoltare le richieste d'aiuto dei cittadini. Noi di Futuro Nazionale non abbiamo il minimo dubbio su quale dei due vogliamo difendere”.