Attualità - 09 settembre 2026, 19:20

Eremo Miazzina, stipendi fermi da mesi: i sindacati confermano lo stato di agitazione

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl dopo l'incontro in Prefettura: "Pagamenti immediati o assumeremo ogni utile iniziativa a tutela dei lavoratori"

Resta drammatica la situazione dei lavoratori dell'Eremo di Miazzina, alle prese con stipendi arretrati ormai da mesi. Questa mattina, 9 settembre, si è tenuto in Prefettura un nuovo incontro sulla vertenza, al termine del quale FP CGIL Novara VCO, CISL FP Piemonte Orientale e FP UIL Verbano Cusio Ossola hanno confermato lo stato di agitazione e chiesto il pagamento immediato di tutte le somme dovute ai dipendenti.

Al centro della protesta c'è il mancato rispetto degli impegni che, secondo le organizzazioni sindacali, erano stati assunti dall'azienda proprio in Prefettura.

"L'azienda non ha rispettato l'impegno, sottoscritto in Prefettura, a erogare gli stipendi arretrati entro il 28 agosto", denunciano FP CGIL, CISL FP e UIL FPL. "Il ritardo è ormai di tre mesi per la maggior parte dei dipendenti, con alcune posizioni che superano ampiamente questa soglia, senza contare il mancato recupero delle dichiarazioni dei redditi".

Una situazione che i sindacati definiscono "un danno economico intollerabile per l'intero territorio", sottolineando come si tratti di una realtà la cui sostenibilità economica dipende in larga misura dal servizio pubblico e, dunque, da risorse pubbliche.

Il nuovo incontro non avrebbe portato, secondo le tre sigle, alle risposte attese sul fronte dei pagamenti. "Nonostante le sollecitazioni, questa volta l'azienda non ha fornito alcuna data certa per il pagamento degli stipendi dovuti", spiegano i rappresentanti dei lavoratori.

La situazione economica di diversi dipendenti sarebbe ormai diventata particolarmente difficile. "Di fronte a mesi di silenzio e rinvii, molti lavoratori stanno seriamente valutando le dimissioni per giusta causa. La NASpI è diventata più sicura economicamente del lavoro, nonostante il senso del dovere li abbia tenuti al proprio posto in condizioni sempre più insostenibili per mesi", affermano FP CGIL, CISL FP e UIL FPL.

Secondo quanto riferito dai sindacati, ci sarebbero lavoratori che incontrano ormai difficoltà persino nel sostenere le spese necessarie per recarsi al lavoro. "Ci sono dipendenti che non hanno più soldi per acquistare carburante e raggiungere il posto di lavoro e che da tempo non riescono a far fronte agli impegni economici familiari. La prolungata mancanza di retribuzione sta causando un grave disagio sociale, umano e professionale".

Un altro aspetto sollevato dalle organizzazioni sindacali riguarda i dipendenti che vivono all'interno della struttura. Per queste persone, sottolineano le tre sigle, la situazione sarebbe particolarmente delicata perché l'interruzione del rapporto di lavoro potrebbe comportare anche la perdita dell'alloggio.

"Si impone una domanda che non può essere aggirata: fino a che punto può ritenersi tollerabile e legittimo un rapporto di lavoro fondato su vitto, alloggio e promesse, a fronte di stipendi mancanti e dell'assenza di concrete garanzie economiche? Quanto sono davvero liberi questi lavoratori di esercitare i propri diritti?", chiedono FP CGIL, CISL FP e UIL FPL.

Le organizzazioni sindacali chiedono ora "la corresponsione immediata e integrale di quanto dovuto a tutti i dipendenti, con un calendario vincolante per il saldo degli arretrati" e, parallelamente, "un piano industriale ed economico concreto, verificabile e pubblico per la gestione della struttura, che garantisca la sostenibilità, la continuità del servizio e la dignità economica per chi lavora".

La vertenza, dunque, rimane aperta e lo stato di agitazione è confermato.

"Non sono più accettabili rinvii, scuse e promesse non mantenute", concludono FP CGIL Novara VCO, CISL FP Piemonte Orientale e FP UIL Verbano Cusio Ossola. "Nell'ipotesi in cui l'azienda non corrisponda immediatamente quanto dovuto a tutti, ci riserviamo di adottare, di volta in volta, ogni ulteriore iniziativa per tutelare i diritti e la dignità dei lavoratori".

Redazione