Regione - 07 settembre 2026, 16:25

Fine vita, dopo il Veneto l’appello della Coscioni al Piemonte: "Ora si passi ai fatti"

L’associazione rilancia la proposta di legge “Liberi Subito”: il 13 ottobre il deposito delle firme in consiglio regionale

“L’approvazione in Veneto della legge sul fine vita “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni, dimostra ciò che sosteniamo da sempre: il diritto alla libertà di scelta nel fine vita non appartiene ad un partito o ad uno schieramento politico, proprio perché fondato sulla Costituzione. Accogliamo con favore la convergenza trasversale, le aperture e gli impegni che si stanno registrando in queste ore tra le forze politiche piemontesi, e rinnoviamo il nostro appello affinché adesso si passi ai fatti”. Così, in una nota, l’associazione Luca Coscioni, per voce di Davide Di Mauro e Lidia Sessa, coordinatori della proposta di legge “Liberi Subito” in Piemonte.

“L’aiuto medico alla morte volontaria è già legale in tutta Italia, quindi anche in Piemonte, alla luce delle sentenza della Corte costituzionale. Ciò che manca è una legge che disciplini l’organizzazione del servizio sanitario regionale, definendo procedure senza ingiustificati ritardi, per la verifica delle condizioni delle persone che chiedono di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria, in attuazione delle sentenze della Corte - proseguono -. Il 13 ottobre verranno depositate le firme dei cittadini piemontesi in consiglio regionale e una volta depositata, chiediamo di procedere senza indugi ad avviare l’iter legislativo della proposta. Dopo Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e ora il Veneto, auspichiamo che anche il consiglio regionale del Piemonte approvi la proposta di “Liberi Subito”. Le circolari emanate alle Asl non sono sufficienti a garantire tempi ragionevoli di risposta: per questo serve una legge. Affinché non accada più a nessun cittadino piemontese quello che ha dovuto subire Alan con 9 mesi di sofferenza inutile o a Domenico in Lombardia che nonostante le linee guide emanata dalla regione Lombardia, ha dovuto attendere 290 giorni”.

Comunicato Stampa - l.b.