“Il giorno del corso di formazione pioveva a dirotto. Eppure Pietro è arrivato sorridente, in bicicletta, sfidando il maltempo pur di esserci. È bastato quel gesto per farci capire subito la sua straordinaria determinazione, la sua profonda passione per la montagna e la voglia autentica di mettersi in gioco per questo progetto”. Così i promotori e volontari del progetto Pasturs ricordano Pietro Maria Fiori, il 35enne lombardo che ha perso la vita nella tragedia dell’Alpe Devero, a causa dell’intossicazione da monossido di carbonio. Il giovane si trovava in Ossola proprio con il progetto Pasturs, che riunisce una rete di volontari che scelgono di trascorrere un periodo in alpeggio affiancando gli allevatori.
“In questi giorni di immenso dolore e sconcerto per la sua tragica scomparsa, ci stringiamo con tutto l'affetto possibile e con profondo rispetto attorno alla sua famiglia e ai suoi cari - dicono da Pasturs -. Vogliamo inoltre mandare un abbraccio fortissimo agli allevatori Janis e Francesco, toccati da vicino da questo doloroso evento, ai quali va tutta la nostra più grande vicinanza. Desideriamo ringraziare di cuore la meravigliosa rete che si è attivata fin da subito. Un grazie sincero ai tantissimi volontari che si sono offerti di tornare in quota per dare un aiuto concreto a Janis e Francesco in questo momento così duro, dimostrando il valore più puro del nostro gruppo”.
“Grazie anche a DifesAttiva, Legambiente, WWF Italia e a tutte le istituzioni, le persone e le realtà che ci stanno inviando continui messaggi di affetto e sostegno - concludono -. Sentire questa grande famiglia unita ci aiuta a sostenere il peso di questo momento. Ciao Pietro. Che le tue montagne ti accolgano nel loro abbraccio più grande”.





