Politica - 26 agosto 2026, 19:05

Castello di Vogogna e Fondazione Villa Taranto ai Borromeo, M5S: "Monopolio dell'offerta turistica del Vco"

La denuncia dei pentastellati: "Il rischio non è soltanto economico. È anche culturale e democratico"

“Quanto avevamo denunciato nel nostro comunicato dello scorso 2 luglio trova oggi una conferma che va oltre le nostre stesse previsioni. La notizia dell'affidamento del Castello Visconteo di Vogogna a Kaleon S.p.A. non è la conclusione di una vicenda isolata, ma la tappa più recente di un disegno che avevamo già individuato e che oggi si presenta in tutta la sua evidenza”. La denuncia arriva, tramite una nota, dal gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle del Vco, guidato da Imerio Frattini. Di seguito le parole dei pentastellati:

“A rendere ancora più preoccupante la scelta del comune di Vogogna non è soltanto il singolo affidamento, ma il contesto nel quale esso si inserisce. Negli ultimi anni la famiglia Borromeo, attraverso il marchio Terre Borromeo e la società Kaleon, ha progressivamente consolidato il controllo gestionale dei principali attrattori culturali, paesaggistici e turistici dell'area del lago Maggiore e del Verbano Cusio Ossola. Oggi questo sistema comprende già Isola Bella, Isola Madre, Rocca di Angera, Parco Pallavicino, il Parco del Mottarone con i suoi 500 ettari di area boschiva, i Castelli di Cannero, e una rete integrata di strutture ricettive, attività commerciali, servizi turistici, ristorazione e organizzazione eventi riconducibili al medesimo gruppo. A questo quadro si aggiunge ora la gestione del Castello Visconteo di Vogogna e, parallelamente, l'ingresso di soggetti riconducibili alla stessa famiglia nella governance della Fondazione Villa Taranto, ampliando ulteriormente la capacità di indirizzo e influenza su beni che rappresentano una parte fondamentale dell'identità culturale e paesaggistica del territorio.

Non si tratta più di singole operazioni scollegate tra loro. La stessa Kaleon ha dichiarato apertamente di voler crescere attraverso la gestione di beni di terzi, pubblici e privati, in Italia e all'estero, secondo un modello che separa la proprietà dei beni dal loro controllo gestionale ed economico — esattamente il modello "asset light" che avevamo descritto nel nostro precedente comunicato. È proprio questo elemento che deve far riflettere. Nessuno mette in discussione la professionalità della gestione o la capacità imprenditoriale della famiglia Borromeo. Tuttavia, quando un unico soggetto arriva a controllare, direttamente o indirettamente, gran parte delle principali destinazioni turistiche del lago Maggiore e del Vco, si configura un vero e proprio monopolio di fatto dell'offerta culturale e turistica territoriale. Un visitatore che oggi sceglie di scoprire il Verbano può trovarsi a visitare, nell'arco della stessa vacanza, l'Isola Bella, l'Isola Madre, Villa Pallavicino, il Mottarone, la Rocca di Angera, i Castelli di Cannero e ora anche il Castello di Vogogna, attraverso un sistema sempre più integrato sotto una medesima regia gestionale. Questo significa concentrare nelle mani di un unico operatore la promozione turistica, le politiche tariffarie, l'organizzazione degli eventi, i servizi commerciali e una parte crescente delle strategie culturali del territorio. Il rischio non è soltanto economico. È anche culturale e democratico.

La pluralità di soggetti, idee, modelli di gestione e progettualità rappresenta una ricchezza per qualsiasi territorio. Quando invece la quasi totalità dei beni più attrattivi finisce sotto la stessa cabina di regia, il confine tra valorizzazione e concentrazione diventa sempre più sottile. Per questo riteniamo che l'affidamento del Castello di Vogogna non debba essere valutato come un episodio isolato, ma come parte di un processo più ampio che sta ridefinendo gli equilibri del turismo e della cultura nel Verbano Cusio Ossola. Un processo sul quale le istituzioni hanno il dovere di aprire una discussione pubblica, trasparente e partecipata prima che tale concentrazione diventi irreversibile.

Resta inoltre aperto, e anzi si rafforza, l'interrogativo istituzionale già sollevato nel nostro precedente comunicato: la contemporanea titolarità, in capo a Giandomenico Albertella, dei ruoli di sindaco di Verbania, presidente della provincia del Vco e presidente del consiglio di indirizzo della Fondazione Giardini Botanici di Villa Taranto pone, oggi più che mai, una questione di piena trasparenza dell'azione amministrativa, proprio mentre si moltiplicano i punti di contatto istituzionale con lo stesso interlocutore privato. Chiediamo con ancora maggiore urgenza alle amministrazioni pubbliche coinvolte — dal comune di Vogogna alla provincia del Vco, dall'Ente Giardini Botanici Villa Taranto agli altri soggetti pubblici proprietari dei beni interessati — di aprire senza ulteriori ritardi un confronto pubblico e trasparente su questo modello di sviluppo. Il patrimonio culturale, paesaggistico e naturalistico del Verbano Cusio Ossola è un bene comune: la sua valorizzazione non può essere lasciata alla sola logica di mercato di un unico soggetto privato, per quanto radicato e competente esso sia”.

l.b.