Attualità - 22 agosto 2026, 12:00

Medici di base in montagna, Uncem chiede incentivi: "Non si perda altro tempo"

L'Unione dei Comuni montani torna a chiedere misure per favorire l'apertura degli studi nelle alte valli e nei centri più interni. Colombero: "Ora aspettiamo atti concreti"

Incentivi per convincere medici di base e pediatri ad aprire e mantenere gli studi nei comuni montani, evitando un ulteriore impoverimento dell'assistenza sanitaria nelle alte valli. È la richiesta rilanciata da Uncem, che sollecita Regione e Governo a dare concreta attuazione alle misure previste per i territori più periferici.

Una questione che l'Unione dei Comuni montani aveva sollevato già nel luglio del 2017, chiedendo la possibilità di attivare incentivi per i professionisti disponibili a lavorare nelle alte valli e nei comuni più interni. A quasi dieci anni di distanza, secondo Uncem, i risultati sono ancora insufficienti e la preoccupazione dei sindaci per la carenza di medici di medicina generale e pediatri continua a crescere.

Il rischio evidenziato è quello di una progressiva concentrazione dei servizi nei centri di fondovalle, lasciando sempre più scoperte le comunità montane. Secondo Uncem, senza incentivi economici e meccanismi di premialità sarà sempre più difficile convincere i professionisti a mantenere ambulatori nei piccoli comuni.

L'associazione chiede quindi che le misure vengano concretamente inserite e attuate nell'ambito degli accordi e dei contratti per i medici. Un'emergenza che, sottolinea Uncem, non riguarda soltanto il Piemonte ma interessa numerose aree alpine e appenniniche.

La richiesta sugli incentivi si inserisce in una proposta più ampia per rafforzare l'assistenza sanitaria in montagna. Il presidente di Uncem Roberto Colombero ha infatti inviato al Ministero della Salute un documento che individua diversi interventi, a partire dal potenziamento degli infermieri di comunità e dalla realizzazione di piazzole che consentano l'atterraggio dell'elisoccorso anche durante la notte.

Tra le priorità viene indicato anche il rafforzamento dei servizi territoriali sviluppati attraverso il Pnrr, con strutture sanitarie e poliambulatori pubblici capaci di rispondere alle esigenze delle popolazioni che vivono lontano dai principali centri.

"Il Piemonte – sottolinea Colombero – ha caratteristiche specifiche tra tutte le regioni, ma l'organizzazione sanitaria può diventare un modello nazionale, con le 'comunità di pratica' dove si intrecciano welfare e sanità, con un'attenzione specifica alle cronicità, vero problema nelle aree montane".

Per Uncem il punto centrale resta però quello della presenza dei professionisti direttamente sul territorio. "Gli incentivi per i medici di base, previsti anche dalla nuova legge sulla montagna, devono essere sbloccati – conclude Colombero –. Ora aspettiamo atti concreti".

comunicato stampa a.f.