Verbania - 21 agosto 2026, 10:00

San Luigi, Saraceno: "Il quartiere ha già dato, ora serve una visione complessiva"

Il commissario provinciale della Democrazia Cristiana VCO propone di valutare l'acquisizione dell'ex campo sportivo per restituirgli una funzione sociale e aggregativa: "Scuola e sport devono poter convivere"

"Il quartiere ha già dato". Marco Saraceno, commissario provinciale della Democrazia Cristiana VCO, interviene sul futuro dell'area San Luigi di Verbania e chiede all'amministrazione comunale una revisione complessiva della situazione urbanistica della zona prima di procedere con nuove edificazioni.

Saraceno parte dalla trasformazione avvenuta con il Piano Regolatore Generale del 2006, quando l'area del campo sportivo San Luigi passò dalla funzione sportiva a quella legata all'edilizia residenziale. Nei vent'anni successivi, sottolinea, il quartiere è stato interessato da numerosi interventi edilizi, con nuove palazzine in via Müller, via Franzosini, corso Cairoli, via Annibale Rosa, via 24 Maggio e via alla Resistenza.

"È proprio per questo che oggi non è più sufficiente valutare una nuova edificazione come un intervento isolato – sostiene Saraceno –. Occorre considerare l'intero assetto del quartiere, il livello di urbanizzazione raggiunto, le opere già realizzate, le precedenti concessioni, la viabilità, i parcheggi, i servizi e gli spazi pubblici".

Secondo il rappresentante della Democrazia Cristiana, il futuro dell'ex campo sportivo dovrebbe essere valutato all'interno di una visione più ampia. "San Luigi deve tornare alla sua origine. Non significa necessariamente tornare indietro nel tempo, ma recuperare la funzione di uno spazio capace di essere al servizio della comunità, con una vocazione pubblica, sociale, sportiva e aggregativa".

La proposta è quella di valutare anche un possibile intervento diretto del Comune. "Riteniamo che il Comune, quale ente chiamato a tutelare l'interesse pubblico, debba valutare tutti gli strumenti consentiti dalla normativa, compresa l'eventuale acquisizione dell'area qualora ne ricorrano i presupposti giuridici ed economici, anche attraverso un'operazione economicamente sostenibile per l'Ente".

Saraceno collega la questione alla scelta del Comune di acquisire il Collegio San Luigi-Don Bosco per destinarlo alle attività scolastiche e ampliare l'offerta formativa. Proprio questa operazione, a suo giudizio, dovrebbe portare a ragionare sull'intera zona come un unico polo.

"Se l'obiettivo è costruire un vero polo San Luigi, con funzioni educative, sociali e sportive, allora appare difficile comprendere perché non si debba valutare concretamente anche l'acquisizione dell'area dell'ex campo sportivo", afferma.

L'ipotesi avanzata è quella di riportare, se gli strumenti urbanistici lo consentiranno, l'area a una destinazione sportiva. Una sua eventuale acquisizione da parte del Comune potrebbe consentire successivamente di affidarla, attraverso concessioni o convenzioni, a soggetti interessati e qualificati. "Gli spazi e le caratteristiche dell'area potrebbero consentire di realizzare un vero e proprio circolo sportivo, capace di ospitare attività per giovani, famiglie e associazioni, restituendo al quartiere quella funzione sociale e aggregativa che negli anni è progressivamente venuta meno".

La posizione, precisa Saraceno, non è contraria in assoluto alle nuove abitazioni e neppure all'housing sociale. "Non siamo contro l'edilizia residenziale né contro l'housing sociale. Al contrario, riteniamo che l'edilizia pubblica, convenzionata e sovvenzionata e le politiche per l'abitazione debbano rappresentare una priorità".

Secondo la Democrazia Cristiana, però, questi interventi dovrebbero essere inseriti in una programmazione urbanistica complessiva, individuando le aree maggiormente adatte. Tra quelle indicate c'è l'ex Acetati, dove Saraceno propone di valutare progetti di housing sociale ed edilizia residenziale pubblica, convenzionata e sovvenzionata, evitando di aumentare ulteriormente il carico urbanistico di quartieri già densamente edificati.

Da qui una serie di richieste rivolte all'amministrazione: chiarire le verifiche effettuate sul Piano Regolatore vigente, il livello di saturazione dell'area San Luigi, gli effetti delle precedenti concessioni, le conseguenze sulla viabilità, la disponibilità di parcheggi e i servizi e gli spazi pubblici previsti.

"Il punto non è essere contro le costruzioni. Il punto è costruire dove serve, dove è possibile e dove esiste una reale programmazione urbanistica", sottolinea Saraceno.

"Una città non può essere governata sommando singole concessioni edilizie – conclude –. Una città si governa attraverso una visione complessiva, attraverso la pianificazione e attraverso la tutela dell'interesse pubblico. San Luigi ha già dato. Ora è il momento di restituire al quartiere una prospettiva diversa: più servizi, più spazi per la comunità, più qualità urbana e una programmazione capace di guardare ai prossimi decenni, non soltanto alla singola costruzione".

comunicato stampa a.f.