Politica - 05 agosto 2026, 19:10

Borghi: "La periferia dell'impero paga il prezzo del fallimento del Pnrr" VIDEO

Il senatore ossolano porta in aula il caso del Vco: strade e ferrovie non percorribili, giustizia in crisi e sanità al collasso

Enrico Borghi

“Venendo dalla “periferia dell’impero”, da una piccola provincia montana dell’alto Piemonte, dovrei valutare qual è stato l’impatto del Pnrr sulla vita concreta dei miei cittadini, delle mie famiglie, delle mie imprese, del contesto socioeconomico nel quale vivo”. Così inizia l’intervento del senatore ossolano Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva, oggi in Senato.

Il quadro tracciato da Borghi è decisamente critico: “Noi abbiamo un’autostrada, la A26, che da anni è stata nominata la “nuova Salerno-Reggio Calabria del nord”. Se la si percorre, c’è una lunga teoria di birilli con carreggiate vuote e cantieri fermi. Nessuno riesce a capire cosa stia accadendo lì. Ci si potrebbe consolare con la superstrada dell’Ossola, ma lì non tagliano neanche più la vegetazione, figurarsi gli interventi di manutenzione ordinaria. Non ci si può consolare nemmeno con i treni: sono due anni che la linea internazionale Domodossola-Milano è ferma, quindi il traffico merci e il turismo verso il lago Maggiore e le valli ossolane è praticamente bloccato”.

“Per non parlare del tribunale e della giustizia in crisi - prosegue Borghi -. La giustizia doveva essere uni dei capisaldi degli investimenti del Pnrr. Il tribunale di Verbania ha ridotto le attività per carenza di personale. E non apriamo il capitolo della sanità al collasso, con Case di Comunità finte che vengono aperte solo ad uso e consumo di chi taglia i nastri, come la Casa di Comunità di Domodossola che è ben lontana dall’essere conclusa”.

“Insomma, nella periferia dell’impero si è visto l’effetto Meloni: indietro tutta - sottolinea il senatore -. Passando dalla periferia ad un ragionamento più completo, ci si rende conto che i dati della Banca d’Italia ci dicono che per responsabilità del Governo Meloni questo Pnrr non ha trasformato l’Italia in una locomotiva europea, perché nel 2025 il Pil è cresciuto dello 0,5% e senza il Pnrr l’Italia sarebbe già in recessione. Insomma, per dirla in sintesi: signori della maggioranza, siete stati a galla grazie a noi che vi abbiamo lasciato in eredità quasi 200 miliardi da spendere. E nonostante questo avete costruito un piano caratterizzato da alcuni evidenti elementi di criticità”.

l.b.