Sanità - 30 luglio 2026, 16:45

Verbania, la Fondazione Sacra Famiglia cesserà l’attività del servizio ambulatoriale e domiciliare

A partire dal 1° ottobre stop alle prestazioni: "Le tariffe di riferimento non consentono più di far fronte ai costi necessari alla prosecuzione". Casa Riformista: "Livello d'emergenza non più sostenibile"

Dal primo di ottobre 2026 la Fondazione Sacra Famiglia di Verbania cesserà l’attività del servizio ambulatoriale e domiciliare. A darne comunicazione, con una lettera, la direzione della struttura. “In questi anni Fondazione Sacra Famiglia Ets – si legge nel documento – si è impegnata a garantire interventi rivolti a minori e adulti del territorio, con l’obiettivo di rispondere ai bisogni del territorio e offrire un servizio di qualità. Oggi, tuttavia, ci troviamo nella condizione di non poter più assicurare la sostenibilità del servizio, poiché le tariffe e i budget di riferimento, invariati da diversi anni, non consentono più di far fronte ai costi necessari alla sua prosecuzione”.

Saranno garantite tutte le prestazioni fissate fino al 30 settembre compreso e la direzione promette di accompagnare le famiglie nell’individuazione di altri servizi presenti sul territorio per garantire altri percorsi di cura e riabilitazione.

Sono una settantina le persone che attualmente sono in carico al servizio, come spiega la direttrice Nadia Bazzi. Per i bambini si tratta di attività di logopedia e psicomotricità e per gli adulti di fisioterapia. “Da anni offriamo questi servizi che però ormai sono in perdita, perché i budget e le tariffe di Asl Vco e regione Piemonte sono bloccate. Dopo diversi incontri con la direzione dell’Asl, il cda della Fondazione ha deciso di chiudere il servizio che non è più sostenibile. Ci rendiamo conto del disagio e aiuteremo i pazienti a trovare altre strutture e a fornire le cartelle cliniche, per accompagnarli verso la continuità delle cure”.

La direzione dell’Asl Vco ha presente il problema e fa sapere che per il 3 settembre in comune a Verbania si terrà un incontro tra vertici Asl, sindaco Giandomenico Albertella e direzione della Sacra Famiglia, sottolineando come ci sia attenzione e apertura per un servizio importante, pur evidenziando come budget e tariffe siano determinati a livello nazionale e regionale con scarsi margini per le aziende sanitarie.

“La situazione della sanità nel nostro territorio ha ormai raggiunto un livello d’emergenza non più sostenibile – scrivono in una nota i consiglieri di Casa Riformista Silvia Marchionini e Patrich Rabaini - . A essere drammaticamente compromessi sono l’assistenza, la qualità delle cure e, soprattutto, il diritto fondamentale alla salute garantito dalla nostra Costituzione. L’annuncio della chiusura del servizio ambulatoriale della Sacra Famiglia – che eroga prestazioni essenziali per minori e adulti – è solo la prima, tragica spia d’allarme. Si è iniziato ufficialmente a tagliare. Qualcuno al governo del territorio tenterà di liquidarlo come un servizio "non fondamentale", ma la realtà è un’altra: è il segnale inequivocabile che, senza un’azione decisa e immediata, questo è solo il primo di una lunga serie di presidi destinati a scomparire. In questo scenario, la scelta dell'amministrazione di non destinare nemmeno un euro al sociale nell'ambito dell'utilizzo dei 2 milioni di euro di avanzo di amministrazione rappresenta un segnale grave e politicamente sconsiderato.”

E aggiungono: “ Chiediamo che per la Sacra Famiglia il comune intervenga subito stanziando i fondi necessari per salvare (se ciò fosse ancora possibile) il servizio ambulatoriale (l’assessore Zucco censisca i servizi a rischio) e si confronti con le strutture, insieme al Ciss Verbano”.

Red. Vb