Economia - 26 luglio 2026, 07:30

Gli italiani guardano al portafoglio: sì al nucleare se riduce le bollette

L'indagine Censis-Confcooperative evidenzia un approccio sempre più pragmatico: la priorità è contenere il costo delle bollette, anche rivedendo le proprie posizioni sulle fonti energetiche

Per gli italiani la tutela dell'ambiente resta importante, ma quando entrano in gioco le bollette la priorità diventa il contenimento dei costi. È quanto emerge dal nuovo focus "Primum vivere: il pragmatismo energetico degli italiani", realizzato da Censis e Confcooperative su un campione rappresentativo di mille famiglie.

Lo studio mette in luce un cambiamento nell'atteggiamento dei cittadini nei confronti della politica energetica. Dopo anni caratterizzati da rincari e forti oscillazioni dei prezzi dell'energia, molte famiglie sembrano disposte a valutare qualsiasi soluzione in grado di alleggerire la spesa domestica.

Secondo il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, il continuo aumento dei costi ha spinto gli italiani ad assumere un approccio molto concreto, aprendo alla possibilità di utilizzare diverse fonti energetiche, dalle rinnovabili fino al nucleare di nuova generazione, passando persino per il gas russo e il carbone, purché ciò contribuisca a ridurre il peso delle bollette.

La ricerca evidenzia che oltre otto famiglie su dieci (82,2%) sostengono un'accelerazione nello sviluppo delle energie rinnovabili. Allo stesso tempo, però, il 54,5% degli intervistati si dichiara favorevole alla costruzione di centrali nucleari di nuova generazione se questa scelta potesse tradursi in un risparmio sui costi dell'energia.

Analoga apertura emerge sul fronte delle importazioni di gas. Quasi una famiglia su due (49,7%) ritiene infatti che la ripresa delle forniture dalla Russia potrebbe essere presa in considerazione se utile a ridurre il prezzo delle bollette. Nello stesso contesto riemerge anche una disponibilità, seppur più limitata, a rivalutare il ricorso al carbone come fonte energetica.

L'indagine segnala inoltre differenze legate al reddito. Il consenso verso il nucleare aumenta tra le famiglie economicamente più solide, mentre chi dispone di risorse più limitate si mostra più incline ad accettare il ritorno del gas russo e, in misura maggiore, anche del carbone, privilegiando l'aspetto economico rispetto alle valutazioni ambientali.

a.f.