La storia di Osvaldo Bagnoli, scomparso oggi all'età di 91 anni, non appartiene soltanto al Verona dello storico scudetto del 1985. Un capitolo importante della sua carriera è infatti legato anche a Verbania, dove concluse il proprio percorso da calciatore e mosse i primi passi verso quella carriera in panchina che lo avrebbe reso una leggenda del calcio italiano.
Arrivato sul Lago Maggiore nel 1968, Bagnoli vestì la maglia biancocerchiata del Verbania, allora in Serie C, dopo una carriera che lo aveva visto protagonista con Milan, Verona, SPAL, Udinese e Catanzaro. A Verbania disputò le ultime stagioni della sua attività agonistica, reinventandosi negli anni finali anche nel ruolo di libero, dopo essere stato per tutta la carriera un centrocampista di grande sostanza.
Fu proprio al Verbania che il futuro tecnico iniziò ad avvicinarsi alla panchina. Nella stagione successiva a un grave infortunio ricoprì infatti il doppio ruolo di giocatore-allenatore, affiancando Franco Pedroni. Quando nel 1973 lasciò definitivamente il calcio giocato, il direttore sportivo del Verbania gli spalancò le porte della Solbiatese, affidandogli la sua prima vera esperienza da allenatore. Da lì iniziò una carriera destinata a entrare nella storia.
Dopo le esperienze con Solbiatese, Como e Cesena, nel 1981 arrivò la chiamata dell'Hellas Verona. In Veneto Bagnoli costruì un gruppo destinato a diventare immortale: una squadra composta da giocatori spesso sottovalutati dalle grandi società, trasformata in una macchina perfetta che nella stagione 1984-1985 conquistò uno scudetto rimasto ancora oggi unico nella storia del club e una delle imprese più sorprendenti del calcio italiano.
Il suo stile, lontano dai riflettori e dalle polemiche, gli valse il rispetto di tutto il mondo del calcio. Dopo il Verona guidò anche Genoa e Inter, prima di chiudere una carriera impreziosita dall'ingresso nella Hall of Fame del calcio italiano e dalla nomina a presidente onorario dell'Hellas Verona.
Anche a Verbania il suo ricordo è rimasto vivo negli anni. La città e gli appassionati biancocerchiati hanno sempre rivendicato con orgoglio quel legame con un uomo che, proprio sulle rive del Lago Maggiore, pose le basi di un percorso destinato a cambiare la storia del calcio italiano. Per questo la notizia della sua scomparsa assume un significato particolare anche per il territorio verbanese: prima di diventare il tecnico dell'ultimo scudetto vinto da una "provinciale", Osvaldo Bagnoli era stato uno di casa al Verbania.