Attualità - 14 luglio 2026, 19:05

Val Grande, l'incendio rallenta ma lascia una ferita destinata a durare decenni FOTO

Il presidente Spadone: "Restano alcuni focolai, serve la massima attenzione. Distrutti quasi 700 ettari di bosco"

“Non si può ancora dire che sia spento, ma la situazione è in miglioramento”. Così Luigi Spadone, presidente del Parco Nazionale Val Grande, spiega l’attuale situazione dell’incendio che da dodici giorni sta devastando le montagne sopra Premosello Chiovenda. “Al momento siamo ottimisti, ma non bisogna assolutamente abbassare la guardia: è ancora presente qualche focolaio, e con le temperature elevate e la mancanza di pioggia l’attenzione deve rimanere massima”.

Proprio per tenere sotto controllo gli ultimi focolai, anche nella giornata di oggi continua l’attività dei mezzi aerei - Canadair, Erickson ed elicottero regionale - e delle squadre a terra impegnate su tutti i fronti. Nel frattempo, si iniziano a tirare le somme dei danni che l’incendio lascerà dietro di sé: “Una volta spento completamente - spiega Spadone - saranno fatte delle valutazioni dagli enti preposti, ministero dell’ambiente e regione Piemonte, per capire in modo più preciso l’entità dei danni. Quello che è certo è che l’incendio ha devastato quasi 700 ettari di vegetazione - di cui circa 200 all’interno del Parco Val Grande - con enormi perdite in termini di biodiversità. Ci vorranno dai 50 ai 70 anni perché il bosco torni ad essere tale. È fondamentale - prosegue il presidente - intervenire per preservare il substrato ed evitare il completo dilavamento del terreno: se quest’ultimo si verificasse, sarebbe impossibile che nuove piante possano iniziare a crescere”.

Purtroppo, sottolinea Spadone, “gli incendi boschivi come questo saranno un fenomeno a cui dovremo essere pronti. Se finora eravamo abituati a sentirne parlare solo in zone più calde e aride, come nel sud Italia o in altre parti del mondo, con il costante aumento delle temperature e la mancanza di pioggia il fenomeno potrebbe interessare sempre di più anche le nostre zone”.

Infine, il presidente del Parco Val Grande rivolge un particolare ringraziamento: “Non ringrazieremo mai abbastanza i vigili del fuoco, la protezione civile, l’Aib e tutti i volontari - oltre, ovviamente, ai mezzi aerei - che fin da subito sono stati in prima linea in una situazione così complessa e continuano tuttora a lavorare incessantemente per tenere sotto controllo la situazione”.

Letizia Bonardi