Il primo anno passò tra tagli d'erba spacciati per visione politica. Il secondo, invece, si chiude con un conto che i cittadini di Verbania meritano di vedere: quasi 450.000 euro spesi in fontane a noleggio, trenini turistici e proiezioni natalizie sulla Basilica di Intra, mentre la città invecchia, si spopola e i suoi giovani preparano le valigie.
Un anno fa scrivevamo di un'amministrazione ripiegata su sé stessa, capace solo di rivendicare come conquiste il taglio del verde e la pulizia delle strade — ordinaria amministrazione spacciata per governo. Dodici mesi dopo, la sostanza non cambia: cambia solo il prezzo del biglietto, perché oggi sappiamo, numeri alla mano, che quasi il quaranta per cento dell'azione di questa giunta si è liquefatto nel nulla: non un progetto, non un'infrastruttura, non una sola certezza per il futuro di Verbania. Restano i riflessi sull'acqua di fontane galleggianti che si spengono all'alba, insieme a un trenino turistico e a proiezioni natalizie pensate per colorare la pietra della Basilica, quasi a voler mascherare, con una favola, un vuoto di progettualità sempre più imbarazzante. Denaro dei cittadini, denaro di tutti, volatilizzato nei conti delle società di noleggio: quattrocentocinquantamila euro tra fontane a noleggio, trenini e fuochi d'artificio.
Mentre la giunta si affanna a intestarsi cantieri del PNRR ereditati da chi amministrava prima, la realtà bussa forte alla porta del Comune: Verbania invecchia, si rimpicciolisce, e i suoi giovani non chiedono l'elemosina di tre serate estive. Amministrare non è un esercizio di estetica: amministrare significa scegliere. E scegliere quattro getti d'acqua che svaniscono in estate al posto della dignità e del pane di una generazione è, semplicemente, non amministrare, è recitare una parte con il copione scritto da altri.
Anche sul fronte urbano il quadro non cambia. Piazza Garibaldi resta la fotografia perfetta di questa amministrazione: più pericolosa, più povera di parcheggi nonostante le promesse, con una pavimentazione pregiata già danneggiata. Si annunciano nuovi lavori — come la rotonda della Beata Giovannina — pronti ad aggravare ulteriormente un traffico già fuori controllo. Il tanto sbandierato "sindaco dei parcheggi" ha visto diminuire gli stalli complessivi e non ha investito un euro sul trasporto pubblico, mentre il verde "curato" continua a smentirsi con una semplice passeggiata nei quartieri e nelle frazioni, tra incuria e sporcizia. Anche sul fronte del verde cittadino i numeri raccontano un'altra storia rispetto a quella della propaganda: decine di alberi abbattuti in questi due anni, in alcuni casi per ragioni di sicurezza comprensibili, ma senza che a ogni taglio corrispondesse un adeguato piano di ripiantumazione, con un patrimonio arboreo che si assottiglia progressivamente mentre l'amministrazione continua a raccontarsi come attenta al verde pubblico.
Sulla sanità, poi, il copione si ripete identico a quello urbanistico: giravolte su giravolte sulla questione dell'Ospedale Castelli, posizioni cambiate a seconda della convenienza del momento, dichiarazioni contraddittorie rincorse per settimane. Ma quando la Regione ha deciso, senza appello, per l'Ospedale unico di Piedimulera, da questa amministrazione non è arrivata una parola, non una reazione, nulla per unire il territorio. Ora dopo mesi di annunci siamo ancora di fronte a migliaia di cittadini senza medico di base e a servizi di medicina territoriale inesistenti.
E in questo quadro di priorità confuse si inserisce un'ulteriore, evidente distorsione: l'interesse di questa amministrazione sembra rivolgersi più alle poltrone che alla città. Non è un caso che il sindaco abbia speso energie ed esposizione politica per farsi eleggere anche Presidente della Provincia, accumulando due cariche che richiedono tempo, presenza e dedizione piene: il rischio, per Verbania e per l'intero territorio, è quello di ritrovarsi con un'amministrazione doppiamente debole, né un sindaco davvero presente in città né un presidente davvero presente in Provincia, ma due ruoli esercitati a metà, con il territorio a farne le spese.
Sul fronte delle politiche giovanili restano soprattutto iniziative di facciata e pochi eventi utilizzati come specchietti per le allodole. Ma i ragazzi di Verbania non chiedono spettacoli: chiedono ragioni per restare, un lavoro, il diritto di immaginare una vita tra queste montagne e questo lago. Senza lavoro, senza visione, l'unica prospettiva che resta sul tavolo è una valigia, e una terra che costringe i propri figli ad andarsene è una terra che sta rinunciando, deliberatamente, al proprio futuro. Il tanto annunciato rilancio turistico, dal canto suo, resta fermo al Trenino della Bellezza, oggi guasto, e a una programmazione culturale povera, mentre le idee presentate come innovative non hanno prodotto i risultati promessi: il podcast, a fronte delle risorse investite, non ha generato un reale ritorno in termini di numeri e visibilità.
Sul fronte sociale e giovanile il bilancio è impietoso quanto quello del primo anno: nessun assessorato alle politiche giovanili, la Consulta dei Giovani ancora in stallo, zero progettualità sulla casa, se non parole. In cultura, agli eventi di qualità si affiancano operazioni di parte spacciate per iniziative culturali, mentre le rassegne che funzionano davvero rischiano tagli e cancellazioni. Verbania resiste nonostante questa giunta, non grazie ad essa.
A rendere ancora più eloquente questo approccio al potere è un video circolato pubblicamente, girato dalla stessa amministrazione, in cui si vede un passaggio di "bacio dell'anello" e si sente pronunciare la frase: "tanto i permessi li firmo io". Poche parole, con ovvio scopo ironico, ma che fotografano con precisione una concezione personalistica dell'amministrare, dove il potere di decidere — anche su autorizzazioni e permessi — viene rivendicato come prerogativa personale più che come servizio alla collettività.
Finché questa amministrazione preferirà i giochi d'acqua e le luci di Natale invece di rispondere nel concreto ai bisogni di chi lavora nella nostra città, finché continuerà a ignorare i bisogni di una popolazione sempre più anziana e sola, non ci sarà fontana luminosa abbastanza grande, né fuoco d'artificio abbastanza accecante, capace di nascondere il buio profondo di una città che si sta lentamente spegnendo.
Il primo anno di proclami poteva ancora passare per assestamento. Il secondo, no: due anni di mandato, quasi mezzo milione di euro andati in fumo, e una città che era in cammino e oggi è ferma. Questa non è mera critica da parte delle opposizioni. Questo è la voce di migliaia di cittadine e cittadini stanchi di vedere la loro città immobilizzata. Noi come forze politiche del centrosinistra abbiamo il dovere di difendere la loro voce e continuare nella direzione di una città che provi veramente a rispondere ai bisogni dei verbanesi delle verbanesi.
Partito Democratico, Verbania si Prende Cura, Una Verbania a Sinistra, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Verbania Civica – Volt, Idea Socialista