Anche Marco Tagliaferri, ex presidente del consiglio di quartiere di Bagnella e referente cusiano di Italia Viva, interviene sul futuro del chiosco. E lo ha fatto in maniera tranciante, senza tanti giri di parole, con una critica diretta e chiara all'amministrazione comunale. “Il bando per l'affidamento, come molti avevano previsto, è andato deserto. Da qui nasce la prima riflessione. Un bando deserto dimostra che quel bando non ha funzionato, non necessariamente che il servizio non serva. Perché tra dire "nessuno vuole un bar in riva al lago" e constatare che nessuno ha partecipato a quel bando specifico c'è una bella differenza. L'amministrazione si è giustificata affermando che l'area è demaniale e che quindi il comune non potesse intervenire direttamente: una spiegazione che però lascia aperti diversi interrogativi. Il lago d'Orta è infatti gestito attraverso la Convenzione Lago d'Orta, una gestione associata del demanio lacuale che riunisce tutti i comuni rivieraschi e ha come capofila il comune di Pella. Se davvero Omegna non può avere alcuna voce in capitolo su un intervento che riguarda il proprio territorio, allora il problema non sarebbe il chiosco, ma il peso politico della città. Tradotto: non contiamo nulla. E questo con buona pace di tutti quelli che continuano a parlare di centralità del Cusio. Ma i dubbi aumentano - aggiunge Tagliaferri - quando si arriva alla soluzione individuata. Poiché il bando è andato deserto, si conclude che non esiste interesse per un'attività di somministrazione in quella zona. E quindi si demolisce il chiosco per realizzare un'area fitness. Ora, da personal trainer dovrei probabilmente applaudire la nascita di una nuova area fitness. Il problema è che non tutte le questioni urbanistiche si risolvono mettendo qualche attrezzo ginnico. Lo sport diffuso è una cosa seria e merita programmazione, investimenti e una logica precisa. Tra l'altro, una parte di questa stessa amministrazione aveva condiviso e sostenuto il progetto di sport diffuso che avevo presentato anni fa, un progetto che prevedeva una rete di interventi coordinati sul territorio, collegati tra loro e inseriti in una visione complessiva della città. Qui la sensazione è che l'area fitness venga proposta non come parte di una strategia sportiva, ma come soluzione di ripiego dopo il fallimento del progetto originario. E c'è un altro aspetto che meriterebbe qualche spiegazione in più. Da cittadino faccio fatica a comprendere come si passi dall'impossibilità di realizzare o rilanciare il chiosco alla possibilità di demolirlo e sostituirlo con un'altra funzione. Sarebbe utile che l'amministrazione spiegasse meglio questo passaggio. C'è poi una funzione che rischia di essere completamente ignorata. Per anni il chiosco non è stato soltanto un punto di ristoro. È stato anche un presidio informale dell'area portuale. Non era certo un servizio di vigilanza ufficiale, ma la presenza costante di chi lavorava lì contribuiva a tenere sotto controllo l'area e a segnalare eventuali problemi. Sono quelle funzioni che non compaiono nei rendering e nei comunicati stampa, ma che nella vita quotidiana fanno la differenza”.
“E questo - prosegue - ci porta a un altro aspetto che lascia perplessi: la strategia turistica. Ci viene spiegato che il chiosco non serve perché nell'area del centro sportivo verrà finalmente realizzato il bar nell'ex casa del custode e che questo consentirà di allungare la passeggiata. Peccato che la passeggiata esista già da anni. Peccato che nella zona del centro sportivo sia già presente il bar dell’Oasi. E soprattutto, peccato che il problema di quel percorso non sia mai stata la sua lunghezza, ma la mancanza di servizi. Da anni residenti e turisti dicono la stessa cosa: la passeggiata è bella, ma mancano punti di ristoro, chioschi, gelaterie e luoghi dove fermarsi. In altre parole, il problema non è che ci sono troppi bar. Semmai il contrario. Eppure questa amministrazione, che dichiara di voler investire sul turismo, invece di ragionare su come aumentare l'offerta decide di eliminare una delle poche strutture esistenti. Negli ultimi anni abbiamo visto progettare un'area picnic lungo la circonvallazione di Agrano, oggi scopriamo l'area fitness al posto del chiosco di Bagnella. A questo punto manca soltanto un pistino Mtb davanti a un cimitero...Anzi no. Anche quello è già stato progettato. Forse nemmeno gli autori di Lercio sarebbero riusciti a immaginare una storia così paradossale”, conclude Tagliaferri.














