Politica - 07 giugno 2026, 12:05

Consulta Giovani, scontro sulle convocazioni: “Accordi non rispettati”

Simone Lecchi della Lega attacca: "Non è accettabile che i ragazzi vengano coinvolti in un confronto e poi messi di fronte a scelte già prese"

Si torna a parlare della consulta dei giovani di Verbania e della mancata elezione del presidente a causa della mancata partecipazione all’ultima riunione del numero di membri necessari. Sul tema interviene Simone Lecchi, coordinatore della Lega Giovani Verbania:

“La riunione della consulta dei giovani del 9 maggio, convocata presso Villa Giulia dal consigliere delegato alle politiche giovanili Alessio Baldi, non ha raggiunto il quorum del 50% più uno degli aventi diritto al voto e non ha quindi consentito l'elezione del presidente - si legge in una nota di Lecchi -. Proprio per evitare ulteriori ritardi e favorire una maggiore partecipazione, i ragazzi presenti avevano concordato di individuare la successiva convocazione attraverso un gruppo WhatsApp e un confronto condiviso su date e orari. Il gruppo è stato creato e il sondaggio è stato avviato, ma quanto concordato non è stato rispettato. Dopo il sondaggio non vi è stata alcuna comunicazione ai partecipanti e la data della nuova riunione è stata resa nota direttamente tramite la stampa”.

“Una scelta – sottolinea il coordinatore della Lega Giovani - che lascia perplessi, soprattutto perché assunta in contrasto con quanto deciso durante l'incontro del 9 maggio. Se si vuole costruire una consulta realmente partecipata, il coinvolgimento dei giovani non può limitarsi alle intenzioni, ma deve tradursi in fatti concreti. Sarebbe stato inoltre opportuno utilizzare fin dall'inizio strumenti di comunicazione più efficaci rispetto a una semplice e-mail, così da favorire la presenza necessaria al raggiungimento del quorum ed evitare ulteriore perdita di tempo”.

“Se durante una riunione – prosegue la nota - viene presa una decisione condivisa, quella decisione va rispettata. Non è accettabile che i ragazzi vengano coinvolti in un confronto e poi messi di fronte a scelte già prese. La consulta nasce per dare voce ai giovani, non per limitarsi a informarli a posteriori delle decisioni assunte. Il metodo adottato non appare funzionale allo scopo preposto, che dovrebbe essere quello di promuovere la massima partecipazione dei giovani alla vita pubblica cittadina”.

l.b.