Il Piemonte si conferma una delle regioni italiane maggiormente in difficoltà sul fronte della pediatria territoriale. Secondo l'ultima analisi della Fondazione Gimbe, nella regione mancano attualmente 109 pediatri di libera scelta, un dato che colloca il Piemonte tra le aree più colpite del Paese insieme a Lombardia e Veneto.
A livello nazionale la carenza stimata è di 497 pediatri, con quasi l'80% dei posti vacanti concentrato proprio nelle tre grandi regioni del Nord. Una situazione che rischia di aggravarsi nei prossimi anni a causa dei pensionamenti e delle difficoltà nel garantire un adeguato ricambio generazionale.
L'analisi della Fondazione Gimbe evidenzia come, nonostante il continuo calo delle nascite registrato in Italia, molte famiglie incontrino sempre maggiori difficoltà nel trovare un pediatra disponibile. In diverse aree del Paese sono già stati raggiunti o superati i limiti massimi di assistiti per medico, con inevitabili ripercussioni sulla qualità dell'assistenza.
A preoccupare è soprattutto il futuro. Secondo le stime elaborate dalla fondazione guidata da Nino Cartabellotta, entro il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta, mentre restano forti incertezze sulla capacità del sistema di sostituirli con nuove figure professionali.
Il Piemonte si trova quindi ad affrontare una criticità strutturale che riguarda l'intera medicina territoriale. Negli ultimi anni, infatti, la regione ha già dovuto fare i conti con la carenza di medici di medicina generale e con crescenti difficoltà nell'organizzazione dei servizi sanitari di prossimità.
Secondo Gimbe, l'ipotesi di estendere l'assistenza pediatrica fino ai 18 anni appare al momento difficilmente sostenibile: per attuarla servirebbero migliaia di professionisti aggiuntivi rispetto agli organici attuali.
L'allarme lanciato dalla fondazione riporta dunque al centro il tema della programmazione sanitaria e della necessità di garantire alle famiglie piemontesi un accesso capillare ai servizi pediatrici, soprattutto nelle aree periferiche e montane dove reperire un pediatra è già oggi particolarmente complesso.