Attualità - 29 maggio 2026, 19:10

Crisi sanità, Insieme per un dono: "Pronti a scendere in piazza per difendere i diritti dei cittadini"

Il comitato: "Chiediamo a tutte le istituzioni di attivarsi per la risoluzione delle problematiche, alla politica di fare gli interessi della popolazione del Vco e all’Asl di indicare quale sarà la strategia futura"

Si torna a parlare di sanità nel Vco e, in particolare, delle ultime vicende che hanno sollevato non poche polemiche su più fronti: dalla chiusura del Punto Nascite al ridimensionamento del reparto di urologia di Domodossola, fino all’emergenza legata alla carenza di medici di famiglia in tutta la provincia. Sul tema interviene il dottor Davide Bonacci, portavoce del comitato Insieme per un dono. Queste le sue parole:

“Il comitato Insieme per un dono si è riunito nei giorni scorsi per fare il punto della situazione sull’emergenza sanitaria che ormai da troppo tempo coinvolge il nostro territorio.

Partiamo dalla drammatica carenza di medici di medicina generale che ha portato alla grottesca formazione di code di pazienti in fila per l’assegnazione di un medico di famiglia e della situazione di molti cittadini che in provincia non hanno ancora un medico di base.

Continuiamo con l’ennesima querelle sul Punto Nascite di Domodossola, la cui chiusura è una strategia ormai strutturata nel tempo fin dalle prime battaglie di Insieme per un dono agli inizi del nuovo millennio, che ha portato alla riduzione per asfissia dell’ostetricia al San Biagio che nonostante tutto riesce ancora a far partorire “in emergenza-urgenza” alcune mamme che probabilmente non sarebbero arrivate fino ad altro presidio.

Arriviamo infine alla vicenda dell’urologia che ha portato alla cosiddetta chiusura temporanea del reparto e la sospensione delle attività chirurgiche urologiche.

Vorremmo capire quale è la strategia dell’Asl che ha portato più di 900 pazienti in attesa di intervento urologico (anche di tipo oncologico) a dover sopportare una lista d’attesa infinita o la necessità di farsi operare in altre sedi o peggio ancora a rivolgersi al privato.

Per il comitato Insieme per un dono la strategia è la solita ed è quella che negli anni ha portato ad un depauperamento delle attività (soprattutto nei confronti dell’ospedale San Biagio) e cioè quella di favorire la morte naturale di un reparto svuotandolo progressivamente delle risorse necessarie per sopravvivere. Si inizia con la riduzione dell’attività chirurgica utilizzando le solite problematiche di carenza di personale, di troppi costi di mantenimento e potenziamento, di necessità di dare priorità alle urgenze lasciando da parte tutte le altre attività di elezione. Questo comporta una diminuzione dei posti letto, l’accorpamento dei reparti, la diminuzione del personale creando così il presupposto per cui non ci sono più le condizioni per lavorare. Ovvio che i medici se ne vanno, gli infermieri si trasferiscono, il personale sociosanitario cerca altri lidi in cui lavorare.

In quest’ottica di smantellamento progressivo quali saranno i prossimi reparti a “saltare” fra quelli già in difficoltà?

L’urologia è comunque un servizio di cui beneficiano tutti i cittadini del Vco. Ed è proprio a tutti i cittadini del Vco che Insieme per un dono chiede di far sentire la propria voce, visto il silenzio assordante delle istituzioni (sindaci in testa). Siamo pronti a scendere in piazza come abbiamo fatto negli anni passati per difendere il diritto dei cittadini di tutto il Vco ad essere curati nei modi e nei tempi adeguati, anche e soprattutto in un territorio decentrato come il nostro.

Quale è quindi il progetto della nostra Asl in attesa del nuovo ospedale? Chiediamo che venga chiarito quale sia il reale progetto per l’urologia; che venga spiegato come si intenda garantirne l’attività chirurgica; che venga reso noto come saranno gestite le liste d’attesa, soprattutto oncologiche; che venga indicato un vero piano di reclutamento medico; che venga chiarito se esiste una reale volontà di mantenere il reparto o se si stia semplicemente accompagnando l’ospedale verso un progressivo svuotamento. Chiediamo in sostanza che venga data una risposta ai pazienti del territorio, che hanno diritto a cure vicine, tempestive e sicure.

A noi pare invece che la volontà sia quella di svuotare di competenze e di professionalità in nome di una politica a ribasso che francamente non comprendiamo in quanto fatta sulla pelle e sulla salute della gente.

Sarebbe necessario puntare alla creazione di piccoli reparti di eccellenza che utilizzino le tecnologie più moderne ed evolute, le tecniche chirurgiche sempre meno invasive che siano propedeutiche ad attirare medici infermieri con cui costruire le basi solide per far funzionare il nuovo ospedale del Vco. Proprio in quest’ottica il comitato Insieme per un dono ha sempre agito, donando attrezzature all’avanguardia ai nostri ospedali per consentire un miglioramento delle prestazioni erogate.

Chiediamo quindi con forza a tutte le istituzioni di attivarsi per la risoluzione di queste problematiche, alla politica di fare gli interessi dei cittadini del Vco e all’Asl di indicare quale sarà la strategia futura non solo per risolvere il problema urologia, ma il problema della sanità nella intera provincia del Vco.

Noi siamo pronti a dare battaglia, a organizzare incontri, manifestazioni, anche a contribuire con gli strumenti che ci sono consentiti in favore della salute dei cittadini del Vco, perché ormai la misura è colma, il rischio che non ci siano i presupposti per una medicina in sicurezza e di qualità sono sempre più evidenti.

Attendiamo risposte esaustive e progetti per il futuro al di là dei soliti tecnicismi, delle precisazioni politiche di questo e di quel partito di cui alla gente non frega più nulla”.

l.b.