Omegna - 28 maggio 2026, 18:10

L’addio a Federico Gualtieri, il vescovo Brambilla: "La sua vita resta un segno di speranza"

"Con la sua esperienza ci lascia la testimonianza che la cura del Creato, per lui dell’ambiente marino, è un dono di Dio, un’eredità comune da amare e da trasmettere alle nuove generazioni"

Si sono celebrati nel pomeriggio di oggi, giovedì 28 marzo, i funerali di Federico Gualtieri, il giovane omegnese che ha perso la vita nel tragico incidente avvenuto alle Maldive. Tra gli interventi durante la cerimonia, la lettura - da parte di don Luca Longo - di una lettera scritta alla famiglia di Federico dal vescovo di Novara, monsignor Franco Giulio Brambilla. Di seguito le parole del vescovo:

“Carissimi Manuela e Gianluca

genitori di Federico Gualtieri,

la perdita del vostro amato figlio nella tragedia nella grotta sottomarina di Devana Kandu, nelle isole dell’atollo di Vaavu (Maldive), il giorno 14 maggio 2026, ha colpito la vostra famiglia, insieme alle famiglie e alle comunità di Gianluca Benedetti, Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Mohamed Mahudhee: tutti noi vi siamo vicini con affetto e con la preghiera.

Federico ha vissuto un’avventura umana intensa e piena trasformando la sua passione e i suoi sogni in un impegno di ricerca scientifica e nella promozione della tutela dell’ambiente. La vita di un giovane per la sua famiglia, per gli amici, per la sua comunità è sempre un segno di speranza ed è un invito a vivere la vita come una vocazione, cercando ogni giorno non solo il proprio posto nel mondo, ma anche come fare “bene il bene” con il proprio lavoro, con la cura delle relazioni, nel vivere con gioia ed entusiasmo l’avventura della vita, uscendo da casa e diventando anche cittadino del mondo.

Federico con la sua esperienza ci lascia la testimonianza che la cura del Creato, per lui dell’ambiente marino, è un dono di Dio, un’eredità comune da amare e da trasmettere alle nuove generazioni: unendo passione, sport, studi universitari Federico ci dice che ciascuno di noi può fare qualche cosa per gli altri, la professione di subacqueo e la ricerca scientifica da biologo marino sono stati il coronamento di un cammino che ha mosso i primi passi dal vostro accompagnamento di genitori sapienti e buoni.

Ripensando al pellegrinaggio giubilare a Roma di papà Gian Luca, desidero condividere le parole del Santo Padre, Papa Leone XIV, in quest’ora triste chiedendo la luce della speranza e della fede: «È proprio nella nostra limitatezza che trovano posto la compassione, la sincera preoccupazione per i bisogni degli altri, la generosità che sorprende anche in mezzo all'oscurità e al fallimento, l’esperienza spirituale e l'adorazione di Dio. Lo vediamo in tanti momenti in cui il limite diventa tangibile nella nostra vita: quando riceviamo un rifiuto, quando soffriamo per la malattia o la morte di una persona cara» (Leone XIV, Lett. Enc. Magnifica Humanitas, 119).

Il Vostro Vescovo, con la comunità di Omegna e la Chiesa diocesana, è vicino a voi, genitori di Federico, alla cara Beatrice, ai vostri familiari, ai giovani della Città e dei poli universitari di Vercelli e Genova, a tutti gli amici di Federico. Con sentimenti di sincero cordoglio e affetto, Vi benedico e Vi assicuro il ricordo nella preghiera perché Cristo risorto illumini di eternità il volto di Federico”.

Redazione