Attualità - 20 maggio 2026, 12:05

La solidarietà del M5S a Giuseppina Branca: "Rappresenta il volto migliore dell'umanità"

L'attivista di Cannero Riviera sarebbe stata fermata in Libia e starebbe organizzando il rientro attraverso la Tunisia

Il gruppo territoriale del Vco del Movimento 5 Stelle esprime la propria solidarietà e vicinanza a Giuseppina Branca, l’ex infermiera di Cannero Riviera che insieme a numerosi altri attivisti è stata fermata dalle forze israeliane durante la spedizione della Global Sumund Flotilla. Di seguito la nota del M5S:

“Esprimiamo la nostra preoccupazione, insieme alla più sincera vicinanza e il nostro sostegno, nei confronti della signora Giuseppina Branca, infermiera in pensione di Cannero, che nel corso della sua vita ha sempre dimostrato grande sensibilità umana, spirito di servizio e attenzione verso chi vive situazioni di sofferenza e difficoltà. Ancora oggi Giuseppina ha scelto di non restare indifferente davanti alla tragedia umanitaria che si sta consumando in Medio Oriente, prendendo parte a un convoglio di volontari impegnati nel trasporto di aiuti destinati alla popolazione civile di Gaza. 

Già in passato la nostra concittadina aveva partecipato a una spedizione della Flotilla, venendo bloccata in mare, trattenuta nel deserto israeliano e successivamente espulsa in Turchia. Un’esperienza drammatica che aveva raccontato sulle pagine di Eco Risveglio e durante la serata pubblica, del 29 novembre 2025, organizzata da diverse associazioni del Comitato per la Pace e Disarmo di Verbania. In quell’occasione era intervenuto anche il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti, anch’egli attivista della Flotilla e protagonista di numerose testimonianze pubbliche sul tema degli aiuti umanitari diretti a Gaza.

Secondo le ultime informazioni in nostro possesso, il gruppo umanitario, di cui fa parte Giuseppina, sta cercano di portare aiuti a Gaza via terra, arrivando al confine con l'Egitto per poi consegnarli a persone che li possono far arrivare a Gaza. Stamattina (ieri, per chi legge) il gruppo è stato fermato in Libia dai militari. Non sono stati arrestati, ma minacciati: è stato detto loro che, se continueranno, saranno “bombardati”. Alcuni di loro, tra cui Giuseppina, starebbero — il condizionale è d’obbligo — organizzando il rientro verso casa passando dalla Tunisia.

Le notizie restano frammentarie e in continua evoluzione, ma ciò che appare evidente è il coraggio di persone che, senza alcun interesse personale, hanno deciso di mettersi in viaggio per portare solidarietà concreta a una popolazione stremata dalla guerra. Giuseppina Branca rappresenta il volto migliore dell’umanità: quello di chi sceglie di aiutare, curare e tendere una mano anche nei contesti più difficili e rischiosi. Dietro questi gesti non ci sono ideologie né interessi personali, ma soltanto la volontà di non restare in silenzio di fronte alla sofferenza di civili innocenti.

Dalla nostra comunità, vogliamo farle arrivare il nostro affetto, il nostro sostegno e l’augurio di poterla riabbracciare presto sana e salva, visto e considerato il silenzio e l’indifferenza delle nostre istituzioni locali, in particolare della nostra provincia. Fa male, inoltre, leggere sui social commenti carichi di odio e disprezzo nei confronti della Flotilla e di chi sostiene missioni umanitarie di questo tipo. Allo stesso tempo, riteniamo grave e inaccettabile che il Governo italiano non assuma una posizione chiara di condanna nei confronti delle azioni dello Stato israeliano, accusato da più parti di violare il diritto internazionale e di aver fermato e arrestato, in acque internazionali, anche cittadini italiani.

Per non dimenticare la tragedia in corso a Gaza, ci auguriamo che almeno la Comunità Internazionale riesca a organizzarsi e a farsi carico di far arrivare a Gaza i necessari aiuti umanitari, anche in vista della prossima stagione estiva, il cui caldo, in queste condizioni di precarietà, rischia certamente di aggravare ulteriormente l’emergenza sanitaria nella zona. In un momento storico in cui donne, uomini e bambini continuano a morire sotto le bombe, vedere tanta indifferenza e ostilità lascia sgomenti. Di fronte a una tragedia che molte persone nel mondo definiscono un genocidio, certi atteggiamenti fanno sinceramente vergognare di appartenere al genere umano”.

l.b.