Con il taglio del nastro a quattro mani della figlia Fulvia Mendini e della curatrice Loredana Parmesani, è stata inaugurata a Villa Giulia la mostra “AlessandroMendini. Cose Stanze come mondi”, aperta al pubblico fino al prossimo 27 settembre. Un’esposizione che racconta non soltanto il genio creativo di Alessandro Mendini, tra i più importanti architetti e designer italiani contemporanei, ma anche la sua dimensione più umana e personale. Durante la presentazione, le figlie Fulvia ed Elisa Mendini hanno spiegato come è nata l’idea della mostra e, in particolare, il significato del titolo scelto per l’esposizione.
“Quando mi hanno proposto di curare la mostra dedicata a vostro padre – ha raccontato Loredana Parmesani – da un lato ne sono stata felice, dall’altro preoccupata. Con Mendini avevo iniziato a collaborare negli anni Ottanta occupandomi della sua produzione scritta. Per lui tutto partiva dalla scrittura: elaborava l’idea e poi realizzava le opere”. La curatrice ha spiegato di avere inizialmente guardato con qualche perplessità al titolo scelto dalle figlie, “AlessandroMendini.Cose”, comprendendone però il senso durante il lavoro di allestimento. “All’inizio ero perplessa – ha spiegato – ma poi ho capito che le ‘cose’ indicano una meta, mentre gli oggetti sono chiusi in sé stessi. Mendini era un genio ma lasciava grande libertà a chi lavorava con lui. Lo capii già all’inizio della nostra collaborazione, quando mi affidò il compito di riordinare i suoi testi”. Parmesani ha poi sottolineato come la mostra rappresenti anche un omaggio alla persona oltre che all’artista. “Visitandola vi renderete conto della dimensione umana di Mendini. Chiudersi in una stanza significava per lui proiettarsi verso un mondo”.
A portare il saluto della città è stato il sindaco Giandomenico Albertella, che ha accolto il numeroso pubblico presente, arrivato in gran parte anche dalla vicina Lombardia. “La cultura fa crescere il territorio, l’economia e la progettualità – ha dichiarato il primo cittadino –. I progetti spot non servono. Non si tratta, come qualcuno osa dire, di uno spreco di denaro. Stiamo già programmando il 2027”.