Attualità - 05 maggio 2026, 18:00

Sanità in affanno nel Vco: "Mancano 250 operatori", la Cgil rilancia la mobilitazione

Dopo mesi di impegno, il sindacato denuncia carenze strutturali e annuncia iniziative sul territorio in vista della manifestazione regionale del 23 maggio a Torino

La Cgil Novara e Vco torna a puntare i riflettori sulla situazione della sanità piemontese, rilanciando una vertenza che, secondo il sindacato, non può più essere rimandata. I numeri, evidenziano, parlano chiaro: mancano circa 1.500 medici e 6.000 infermieri a livello regionale, mentre sono 9.000 le persone in attesa di un posto in una casa di cura e ben 392.000 cittadini rinunciano a curarsi.

Una situazione che si riflette pesantemente anche sul territorio del Verbano Cusio Ossola, dove la carenza di personale si avvicina alle 250 unità. Un dato che contribuisce al malfunzionamento del sistema sanitario locale, già messo a dura prova da anni di disinvestimenti.

Nel mirino della Cgil anche le politiche regionali: “Da una parte si assiste al taglio dei nastri delle strutture realizzate con il Pnrr – sottolineano – senza che sia stato chiarito come funzioneranno; dall’altra si continua a ignorare la carenza di personale, sottopagato, costretto a turni eccessivi e sempre più spesso esposto ad aggressioni”.

Tra le richieste avanzate alla Regione Piemonte, il completamento delle Case e degli Ospedali di comunità, nuove assunzioni per colmare le carenze di organico, un maggiore supporto ai malati cronici – evitando il ricorso al Cup per le prenotazioni – e l’utilizzo completo dei posti disponibili nelle case di cura. Il sindacato chiede inoltre un aumento della quota pubblica nelle rette, dal 50% attuale al 70%, e lo stop ai cosiddetti “contratti pirata” nel settore socio-sanitario, privilegiando quelli sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil.

La vertenza regionale culminerà con la manifestazione in programma il 23 maggio a Torino, ma già dal 16 maggio partiranno una serie di iniziative anche nel Vco. Tra queste, il volantinaggio nelle piazze dei Comuni per informare i cittadini sulle procedure da seguire in caso di mancanza del medico di famiglia – problema che riguarda il 13% della popolazione provinciale – e la raccolta firme per due leggi di iniziativa popolare: una per la difesa della sanità pubblica e l’altra per rafforzare le tutele dei lavoratori in appalto.

Sono inoltre previste assemblee nei luoghi di lavoro, durante le quali verranno affrontati i temi della vertenza e raccolti questionari per monitorare lo stato di salute del sistema sanitario locale. Non mancheranno momenti di informazione rivolti anche a cittadini, lavoratori e ospiti delle case di riposo, per diffondere i contenuti della mobilitazione piemontese.

a.f.