Sul tema dei livelli del lago Maggiore Fratelli d’Italia Vco apprezza la disponibilità della regione Piemonte a un confronto in provincia con tutte le parti in causa, sollecitato dal presidente della provincia e sindaco di Verbania Giandomenico Albertella. “È il modo corretto - si legge in una nota di FdI - per affrontare una partita in cui convivono interessi legittimi e talvolta contrapposti: agricoltura, produzione idroelettrica, turismo, sicurezza idraulica. È importante che sia garantito che la quota massima autorizzata venga gestita con criteri dinamici e preventivi, basati sulle previsioni meteorologiche e dunque capaci di tenere conto della frequenza crescente di eventi intensi”.
Fratelli d’Italia lancia dunque una proposta in tre punti:
1. Riconoscere che la quota +1,40 m, nei fatti, non è +1,40 m. La soglia massima autorizzata viene comunemente intesa come livello di esercizio del lago. La realtà è diversa: con la frequenza crescente di eventi meteorologici intensi, partire da una quota alta significa superarla rapidamente in caso di pioggia, con effetti diretti su spiagge, plateatici, strutture ricettive e sicurezza idraulica. È una dinamica che va spiegata e riconosciuta nelle sedi in cui si decide la regolazione del lago: ogni decisione sui livelli deve essere assunta con la piena consapevolezza degli effetti reali che produce, e non solo della quota nominale.
2. Protocollo previsionale vincolante per l’abbassamento preventivo. Quando i modelli meteorologici segnalano eventi significativi, le paratie della Miorina devono poter essere manovrate per tempo, riportando il livello a quote più prudenziali prima dell’arrivo della perturbazione. Serve un protocollo automatico, condiviso tra autorità di bacino, Protezione Civile e Arpa Piemonte, che renda questa gestione preventiva una procedura ordinaria e non una scelta discrezionale caso per caso, e definisca con chiarezza le responsabilità di chi è chiamato a gestire concretamente le paratie.
3. Rappresentanza qualificata del litorale piemontese nei tavoli dell'autorità di bacino. La Conferenza Istituzionale Permanente dell'Autorità di Bacino del Fiume Po è la sede in cui si decide la regolazione del lago. Va garantito che la voce del Vco, dei comuni rivieraschi e degli operatori turistici abbia un peso adeguato e strutturato in quel tavolo, accanto alle ragioni dell'agricoltura padana e della produzione idroelettrica.
“Il turismo lacuale è un comparto che genera valore, occupazione e investimenti, e merita di essere parte attiva delle decisioni che incidono sulle condizioni in cui opera - dichiara Mattia Corbetta, consigliere provinciale con delega al turismo e vicepresidente di Fratelli d’Italia Vco -. Lavoreremo perché il confronto in provincia diventi l’avvio di un metodo stabile, in cui le ragioni del turismo siedano allo stesso tavolo di quelle dell’agricoltura e dell’energia”.
“La proposta descritta è pragmatica e nasce dall’ascolto degli operatori del territorio: una gestione dei livelli dinamica e legata alle previsioni meteo. L’incontro in provincia è il punto di partenza per arrivare a soluzioni operative concrete e rispettose di tutti gli interessi in campo”, dichiara Angelo Tandurella, presidente provinciale di Fratelli d’Italia Vco.