Le organizzazioni sindacali Cisl Fp, Fials Vco Nursind Vco e Nursing Up denunciano con fermezza una situazione ormai non più tollerabile che riguarda il personale in servizio presso il distaccamento di Sant’Anna, sede territoriale del Distretto Vco in viale Sant’Anna 83 a Verbania. Quella che dovrebbe essere una normale pausa di lavoro si sta trasformando, di fatto, in un percorso ad ostacoli per i professionisti sanitari. Raggiungere la mensa ospedaliera è spesso impossibile nei tempi previsti, mentre l’utilizzo dei ticket presso esercizi convenzionati risulta nella pratica limitato da distanze, orari e carichi di lavoro. Il risultato è grave e inaccettabile: il diritto alla pausa pasto viene svuotato di significato, costringendo i lavoratori a soluzioni improvvisate, indecorose e non compatibili con la dignità professionale e personale.
“È inaccettabile che nel 2026 chi garantisce ogni giorno servizi essenziali alla cittadinanza debba elemosinare condizioni minime per consumare un pasto - dichiarano unitariamente le sigle sindacali -. Non si tratta di un dettaglio organizzativo, ma di rispetto, salute e diritti. Le organizzazioni sindacali hanno già richiesto formalmente all’Asl Vco, con sede legale in via Mazzini 117 a Omegna, un intervento immediato: individuare locali idonei alla consumazione dei pasti direttamente presso il distaccamento di Sant’Anna o attivare soluzioni alternative realmente praticabili. Non sono più accettabili rinvii, silenzi o soluzioni tampone. Il problema è noto da tempo e continua a ricadere esclusivamente sui lavoratori, già sottoposti a carichi di lavoro importanti e a condizioni operative complesse”.
“Chi lavora nella sanità - proseguono - non può essere trattato come una variabile secondaria dell’organizzazione. Garantire una pausa dignitosa è il minimo che un’azienda deve assicurare. Le scriventi organizzazioni sindacali chiedono risposte immediate e atti concreti. In assenza di un intervento rapido e risolutivo, annunciano fin da ora che metteranno in campo ogni azione utile, sindacale e pubblica, per tutelare i lavoratori e riportare attenzione su una situazione che non può più essere ignorata. La misura è colma. Ora servono soluzioni, non giustificazioni”.