Politica - 28 aprile 2026, 10:10

Piemontesi contro Songa: “La memoria condivisa nasce dai valori della Liberazione”

La capogruppo del Pd omegnese: "Non vengano gli esponenti della destra revisionista di questo Paese a spiegarci cos'è, se ancora non hanno fatto i conti con il proprio passato"

Sara Piemontesi

Una risposta netta, tranciante, articolata e schietta. È quella che ha voluto dare la capogruppo del Pd omegnese Sara Piemontesi a Luigi Songa. “Proprio lui, appena confluito nel movimento “Futuro Nazionale” di Vannacci, ci spiega come si possa arrivare ad una memoria condivisa in riferimento al 25 aprile. L’ex esponente del movimento “Indipendenza” di Alemanno - così la Piemontesi - ha ricordato un parente ucciso dai partigiani e un altro caduto per mano dei tedeschi: una sorta di par condicio del ricordo, rispetto ai lutti subiti, in cui il giudizio sui fatti storici non compare. Così dovremmo fare, sostiene Songa, per arrivare a una memoria condivisa e smettere di “litigare” sulla giornata della Liberazione. Credo fermamente che questa sia ingenuità nel migliore dei casi, un tranello retorico fatto in malafede nel peggiore. La memoria condivisa può essere tale solo se si condividono gli obiettivi e gli ideali nati dalla guerra di Liberazione (su cui peraltro si fondano la nostra Costituzione, la nostra società e gran parte del mondo occidentale): democrazia, libertà, solidarietà, uguaglianza, giustizia sociale, rispetto delle differenza e delle minoranze. Se da un lato è comprensibile e legittimo che ognuno commemori, da una parte e dall’altra, i propri caduti e le personali tragedie familiari, e si deve il giusto rispetto ai morti, dall'altro lato affrontare il discorso sulla memoria collettiva applicando la cosiddetta “astensione di giudizio” è scorretto, inutile e persino pericoloso. La storia - prosegue Piemontesi - ha già dato torto o ragione: da un lato vi è chi ha combattuto per gli ideali di cui sopra e per liberare l'Italia dalla dittatura nazifascista, dall’altro chi ha creduto nel regime e nei valori che esso propugnava. Ora che molti testimoni di quel tempo stanno morendo, ora che vi è il tentativo di cancellare meriti e colpe in una sorta di lavacro e di finta pacificazione collettiva, occorre ricordare i valori propugnati dal regime fascista: violenza, prevaricazione sull’altro mediante l’uso della forza, nazionalismo estremo, razzismo, totalitarismo, corporativismo, classismo sociale ed elitarismo. Non vengano gli esponenti della destra revisionista di questo Paese (Paese, non Nazione) a spiegarci cosa è la memoria condivisa, se ancora non hanno fatto i conti con il proprio passato, se ancora difendono l'oppressore e non l’oppresso di ogni dittatura, se ancora non si riconoscono nei valori nati dalla Resistenza e iscritti nella nostra Costituzione, se ancora sfilano inneggiando al duce a Predappio o in altro luogo. Si parte da qui, pur nel confronto di diverse opinioni politiche e democratiche, per costruire un ricordo e un futuro condiviso. Altrimenti ci tocca dire, come diceva Gramsci, che la storia insegna, ma non ha scolari”, conclude Piemontesi.

Daniele Piovera