Sulla decisione della Provincia del Verbano Cusio Ossola di non rinnovare la concessione per lo sfruttamento delle sorgenti Ausonia e San Lorenzo, disponendo la cessazione definitiva del titolo concessorio, motivata dall’ente con una serie di criticità ritenute gravi e persistenti, legate agli impianti, alla manutenzione, alla gestione e alla solidità economico-finanziaria necessaria per garantire un rilancio, l’imprenditore greco Haralabos Melenos, proprietario delle Terme di Bognanco, interviene con un comunicato stampa dai toni stringati. “in riferimento all’articolo pubblicato, desideriamo precisare che la vicenda è attualmente oggetto di un contenzioso in corso e che le valutazioni riportate rappresentano esclusivamente la posizione dell’amministrazione. Proprio perché la questione è stata sottoposta al Tribunale, le valutazioni non possono considerarsi definitive e saranno oggetto di verifica nelle sedi competenti. Riteniamo inoltre importante evidenziare che le attività attualmente aperte al pubblico, tra cui il centro benessere Óniro, operano regolarmente nel rispetto delle normative vigenti, anche sotto il profilo igienico-sanitario. La situazione oggetto del contenzioso riguarda aspetti amministrativi e concessori legati all’utilizzo delle sorgenti termali, distinti dalla gestione delle attività oggi operative. Confidiamo che la situazione possa essere chiarita nel più breve tempo possibile”.
La storia recente delle Terme di Bognanco è legata proprio all’arrivo di Melenos, che nel 2003 acquistò l’intero complesso termale e industriale, escluso l’ex albergo Milano, avviando una fase di investimenti soprattutto sul comparto imbottigliamento. Tra i primi interventi, la sostituzione del sistema di tappatura a corona con quello a vite, considerato più moderno ed efficiente.
Nel 2007 venne introdotta una nuova linea di imbottigliamento in PET, mentre nel 2010 la storica bottiglia in vetro con etichetta San Lorenzo venne ritirata dal mercato per lasciare spazio alla nuova “Lindos”, proposta in bottigliette da mezzo litro con sleeve argentata. Nel 2012, grazie alla divulgazione scientifica promossa dall’Istituto Riza di Psicosomatica di Milano, la fonte San Lorenzo – considerata l’ammiraglia dell’azienda – venne commercializzata su scala nazionale proprio con il marchio Lindos.
Nel 2013, in occasione del 150° anniversario dalla scoperta delle acque minerali (1863-2013), venne presentata una bottiglia in vetro disegnata da Giovanni Alessi Anghini, frutto della collaborazione con l’azienda Alessi. Due anni dopo, nel 2015, fu inaugurato il nuovo centro benessere Òniro.
Parallelamente, anche il Comune intervenne sulla trasformazione dell’area termale: nel 2009, dopo il mancato sviluppo del progetto di una funivia che avrebbe dovuto collegare Bognanco Fonti alla stazione sciistica di DomoBianca, l’amministrazione comunale, in qualità di proprietaria dell’area, demolì l’ex Grand Hotel Terme, realizzando un parcheggio su due piani e un centro polifunzionale con spazi destinati a ufficio turistico, Pro Loco, magazzini e dispensario farmaceutico. Negli anni successivi, tra il 2016 e il 2017, l’area fu interessata anche da nuovi passaggi immobiliari legati ad altre strutture ricettive dismesse.
Le Terme di Bognanco hanno rappresentato per decenni un punto di riferimento per l’Ossola: le sorgenti furono scoperte nel 1863 e, dopo le prime analisi che ne confermarono le proprietà terapeutiche, iniziarono a essere imbottigliate e commercializzate. Nel Novecento la località divenne una delle stazioni termali più rinomate d’Italia, frequentata da una clientela benestante e legata ai grandi centri urbani del Nord.
Il declino, come accaduto in molte realtà termali italiane, si è accentuato soprattutto dagli anni Novanta, quando la riduzione delle prestazioni rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale ha inciso pesantemente sull’economia del comparto, portando alla progressiva contrazione dei flussi turistici e alla chiusura di diverse strutture.
Qualche anno fa è stato aperto il centro benessere Oniro, e la piscina termale continua ad operare, ma l'impianto di imbottigliamento delle acque ha iniziato ad avere difficoltà alterne, sino allo stop della concessione prima dell'acqua Gaudenziana, e oggi delle sorgenti Ausonia e San Lorenzo.
Mentre sul futuro delle concessioni si apre una fase delicata che potrebbe svilupparsi anche sul piano giudiziario, la proprietà ribadisce la volontà di vedere chiarita la situazione in tempi rapidi.