Scuola - 16 aprile 2026, 16:20

Cgil Novara Vco, un presidio per dire no alla riforma degli istituti tecnici

Il 21 aprile un'assemblea sindacale e il 22 aprile il ritrovo davanti al provveditorato

Cgil Novara Vco ha indetto, per martedì 21 aprile, un’assemblea sindacale per gli istituti superiori di Novara e del Vco e un presidio davanti al provveditorato scolastico di Novara per mercoledì 22 aprile alle 16.00. L’obiettivo del sindacato è quello di far sentire la propria voce e schierarsi contro la riforma degli istituti tecnici proposta dal ministro dell’istruzione Valditara. Di seguito il testo della nota diffusa da Flc Cgil Novara Vco.

“Nel silenzio generale il ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara sta provando a cambiare gli assetti della scuola italiana. E lo fa a colpi di decreti, disegni di legge e provvedimenti random che inaspriscono in senso punitivo la disciplina. Questa è una riforma di cui non si avvertiva nessuna esigenza, visto l’ottimo stato di salute di cui godono i tecnici che da dieci anni coprono stabilmente il 30% delle iscrizioni e il riordino dei tecnici rischia di danneggiare anche questo settore. Il senso di questo disegno si può riassumere sinteticamente in alcuni nodi chiave: una scuola sempre più piegata alle esigenze del mercato e delle imprese; una riduzione del tempo scuola, ordine e disciplina, un’istruzione intesa non come formazione culturale e professionale ma come solo addestramento al lavoro. Tutto questo ha effetto sulle discipline che verranno insegnate: nell’area generale, quella culturale, seguita da tutti gli studenti, a prescindere dagli indirizzi scelti, è prevista la riduzione complessiva di 132 ore rispetto al modello precedente, con 33 ore in meno di lingua italiana e di ben 132 ore di scienze integrate. Nella parte flessibile del curricolo nell’arco del quinquennio si sottraggono ben 561 ore dalle discipline di base che caratterizzano l’indirizzo per destinarle alla quota di curricolo a disposizione della scuola.

A questa riduzione, inoltre, va aggiunta anche la sottrazione di altre 66 ore di discipline dal curricolo del quinto anno che viene ridotto a 990 ore a fronte delle 1056 ore complessive del modello precedente. Complessivamente, dunque, la quota orario spettante alle singole discipline subisce nel quinquennio una riduzione pari a 627 ore. Nei nuovi istituti tecnici ci saranno 576 insegnanti in meno. Ma dietro questa cifra si nasconde altro: questo numero è infatti il saldo tra l’incremento degli insegnanti tecnico-pratici (+1.104) e il taglio di 1.680 docenti sulle discipline fondamentali.

Anche in questa scelta, che valorizza le ore destinate ad apprendistato e ad attività on the job è ben evidente la scelta ideologica del governo: gli istituti tecnici si avvicinano sempre più a un vero e proprio pre-avviamento al lavoro. Il risultato sarà la creazione di sovrannumerari e la mancata stabilizzazione di tanti precari. Per la Flc Cgil il riordino degli istituti tecnici va fermato e rinviato, per riaprire un confronto reale e approfondito sul merito dell’intero impianto di una riforma che non migliora il sistema e la cui declinazione scontenta tutti perché finalizzata solo a generare tagli di organico. La Flc Cgil in data 1° aprile ha proclamato lo stato di agitazione del settore scuola relativamente al personale degli istituti tecnici, ivi compresa l’area della dirigenza scolastica, per richiedere il rinvio della revisione dei percorsi di istruzione tecnica viste le pesantissime criticità che si verrebbero a determinare anche e soprattutto con la perdita di ore in numerose classi di concorso con la conseguente riduzione di posti di lavoro per il personale scolastico”.

l.b.