“Contemplare l’invisibile” è il filo conduttore del Cross Festival 2026, la rassegna internazionale di arti performative, danza e spiritualità in programma dal 12 al 21 giugno tra Verbania, Bee e Nebbiuno. Un’edizione che si presenta come un invito a rallentare, ad ascoltare e a riscoprire il valore dell’interiorità attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea.
La manifestazione è stata presentata questa mattina in municipio a Verbania dall’assessore alla Cultura Luciano Paretti, dalla direttrice artistica Antonella Cirigliano, da Raphael Bianco di Egri Danza e da Paolo Ricci della Fondazione Comunitaria VCO.
“Cross Festival rappresenta per Verbania non solo un appuntamento culturale di rilievo internazionale, ma un vero e proprio spazio di riflessione e di incontro tra arte e comunità – ha sottolineato Paretti –. In un tempo in cui tutto accelera, questa manifestazione ci invita a rallentare e a riscoprire il valore dell’interiorità. I luoghi della città si trasformano in scenari vivi e inclusivi, dove l’esperienza artistica diventa occasione di crescita condivisa”.
Un festival diffuso, che attraversa spazi simbolici del territorio: dall’Albagnano Healing Meditation Centre di Bee al parco della casa di riposo Taglietti di Nebbiuno, passando per Villa Simonetta, Casa Ceretti, il Teatro Il Maggiore e le piazze di Verbania. Luoghi che diventano “superfici risonanti”, capaci di accogliere performance e trasformarsi in spazi di relazione tra pubblico, artisti e comunità.
Tra le novità dell’edizione 2026 c’è “Notturno – il dopofestival”, uno spazio serale e notturno dedicato alla musica e alla socialità, curato dal compositore verbanese Alberto Ricca. Ogni sera Casa Ceretti ospiterà concerti e momenti di incontro in un’atmosfera informale e immersiva.
Ricco il programma, con numerose prime nazionali e debutti assoluti. Sabato 13 giugno Villa Simonetta ospita “Sacred Movements – Art of Listening” delle danesi Sara Topsøe-Jensen e Sarah John, un’installazione performativa dal vivo che esplora il concetto di sacro oltre i confini religiosi.
Grande attesa anche per “Transhumance – 1” di Marie Bruel, progetto sviluppato durante una residenza artistica a Verbania, in scena il 18 giugno a Bee e replicato il 20 tra Intra e Nebbiuno. Il 19 giugno al Teatro Il Maggiore debutta invece “La Prima Danza – The Butterfly Dream” di Damiano Bigi e Alessandra Paoletti, una coproduzione internazionale tra Europa e Corea.
Il cartellone prosegue con “Nulla Dies Sine Linea” di Roberta Racis (20 giugno), “La Plaza_studio” di Elisa Sbaragli (21 giugno) e la presenza di artisti di rilievo come Giorgia Nardin con “Premonition” e la compagnia House of Ivona di Pablo Girolami con “Manbuhsa”.
Spazio anche alla grande danza con Egri Bianco Danza che porta in scena “Leonardo da Vinci: Anatomie spirituali”, mentre la chiusura del festival vedrà protagonista il Leone d’Oro Alessandro Sciarroni con “Don’t Be Frightened of Turning the Page”, seguito dal concerto del musicista Paolo Angeli.
“Come fondazione seguiamo lo sviluppo dei progetti che sosteniamo – ha spiegato Paolo Ricci – e Cross Festival è un esempio virtuoso: i bandi biennali servono proprio a dare continuità alle realtà meritevoli”.
Cross Festival si conferma così non solo come evento culturale, ma come vero e proprio ecosistema creativo, capace di intrecciare ricerca artistica, residenze, coproduzioni e collaborazioni internazionali. Un luogo in cui arte e vita si incontrano e dove l’esperienza estetica diventa occasione di trasformazione.
Tra radicamento territoriale e visione globale, l’edizione 2026 si propone come uno spazio di rigenerazione, in cui l’incanto non è un lusso, ma una necessità profonda.