Con l’arrivo della primavera tornano anche i segnali della presenza dell’orso M29, unico esemplare stabile dell’Ossola. Nei giorni scorsi alcune impronte nella neve sono state individuate nella zona di Pogallo, nel cuore del Parco nazionale della Valgrande, confermando la fine del periodo di letargo.
Le tracce, segnalate e documentate dai Carabinieri forestali del Parco confermano senza dubbi l’identità dell’animale. Si tratta del primo riscontro ufficiale del 2026.
“Le verifiche scientifiche hanno confermato che le impronte appartengono a M29 – spiega Luigi Spadone, presidente del Parco Valgrande –. Parliamo di un orso che da tempo frequenta stabilmente questo territorio, in particolare tra l’alta valle di Trontano e la Valle Vigezzo”.
Un esemplare considerato finora non problematico, come sottolinea lo stesso Spadone: “È un animale che si è sempre dimostrato estremamente tranquillo. La sua presenza è ormai consolidata e rientra in un contesto di monitoraggio costante da parte degli enti preposti”.
Proprio sul fronte del controllo e della gestione, il Parco ha avviato nuove attività. E' stato incaricato un biologo per la lettura delle fototrappolem e per la georeferenziazione. “Abbiamo predisposto un rafforzamento del sistema di monitoraggio – aggiunge Spadone – con l’installazione di nuove fototrappole fornite ai Carabinieri forestali e l’affidamento di incarichi specifici a professionisti per l’analisi dei dati e la georeferenziazione degli spostamenti”.
Tra le azioni previste anche un intervento diretto sull’animale. “È stato previsto il coinvolgimento di un veterinario esperto per un’eventuale operazione di sedazione controllata, finalizzata all’applicazione di un radiocollare – precisa Spadone –. Si tratta di un passaggio importante per migliorare il tracciamento e garantire una gestione ancora più efficace della presenza dell’orso sul territorio”.
Le nuove tracce confermano dunque che M29 ha ripreso la sua attività dopo l’inverno, muovendosi ancora una volta all’interno di un’area che conosce bene. Un ritorno che riaccende l’attenzione sulla convivenza tra uomo e fauna selvatica, tema sempre più centrale per il territorio ossolano.