Attualità - 11 aprile 2026, 10:00

Morti sul lavoro in Piemonte: ancora in zona rossa

A febbraio 2026 la regione conta sette vittime e conferma un rischio superiore alla media nazionale

Nonostante il calo della mortalità sul lavoro in Italia a febbraio 2026 (-26,1% rispetto allo stesso mese del 2025), il Piemonte rimane tra le regioni più a rischio, classificata “zona rossa” dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering. Nel secondo mese dell’anno, sul territorio piemontese si sono registrate sette vittime in occasione di lavoro, contribuendo al bilancio nazionale di 102 decessi tra lavoro e tragitto casa-lavoro.

Secondo i dati aggiornati, la regione figura tra le sei con incidenza superiore al 125% della media nazionale (3 morti ogni milione di lavoratori). La mortalità resta significativa, nonostante il miglioramento generale in Italia, e sottolinea la necessità di continuare a rafforzare le misure di sicurezza nei cantieri, nelle attività manifatturiere e nei trasporti, settori che continuano a risultare i più colpiti.

Il report evidenzia anche l’età delle vittime: gli over 65 risultano tra i più esposti, seguiti dai lavoratori tra i 55 e i 64 anni. Per quanto riguarda il genere, le donne decedute sono state otto in Italia, cinque in occasione di lavoro, con un calo significativo rispetto al 2025. Tra i lavoratori stranieri, il rischio mortale supera di tre volte quello dei colleghi italiani: 21 su 30 sono deceduti in occasione di lavoro.

L’analisi settimanale indica che il giovedì resta il giorno più pericoloso, mentre le denunce di infortunio presentate a febbraio mostrano un lieve aumento (+2,6%) rispetto allo stesso mese del 2025, con le attività manifatturiere a guidare la classifica, seguite da sanità, costruzioni, trasporti e commercio.

a.f.