Alla luce dei profondi mutamenti geopolitici che stanno segnando gli ultimi anni, riteniamo doveroso richiamare l’attenzione delle istituzioni locali e dell’opinione pubblica su una situazione internazionale sempre più complessa, segnata anche dalle guerre in corso, le cui conseguenze — tra cui il crescente caro vita — ricadono direttamente sulla vita quotidiana di noi cittadini.
A partire dall’Invasione russa dell'Ucraina del 24 febbraio 2022, definita da Mosca “operazione militare speciale”, l’Europa ha espresso un forte sostegno al popolo ucraino. In questo contesto, l’Italia ha contribuito attraverso l’invio di beni essenziali, aiuti economici e militari – inizialmente di natura difensiva – oltre all’accoglienza dei profughi e all’approvazione di numerosi pacchetti sanzionatori nei confronti della Russia, tuttora in vigore e progressivamente rafforzati.
Parallelamente, su impulso europeo, il nostro Paese ha aderito al programma Readiness 2030 (noto anche come “ReArm Europe”), che prevede la mobilitazione di circa 800 miliardi di euro e l’impegno ad aumentare la spesa per la difesa fino al 5% del PIL entro il 2035, raddoppiando l’attuale obiettivo del 2%. Un percorso intrapreso senza un adeguato e pieno mandato parlamentare, né a livello europeo né nazionale.
Il 7 ottobre 2023, gli attacchi di Hamas in Israele – denominati “Operazione Diluvio di al-Aqsa” – hanno causato circa 1.200 vittime e il rapimento di centinaia di persone. A tali eventi è seguita la risposta militare di Israele nella Striscia di Gaza, con bombardamenti e operazioni terrestri finalizzate alla distruzione di Hamas e alla liberazione degli ostaggi. Il bilancio umano del conflitto, secondo diverse stime, ha raggiunto livelli drammatici, configurando un vero e proprio “GENOCIDIO” e una tragedia umanitaria di proporzioni senza precedenti.
Il 3 gennaio 2026, un raid aereo su Caracas ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro e della consorte Cilia Flores, attualmente detenuti negli Stati Uniti. In seguito, è stato raggiunto un accordo per la nomina a capo dello Stato della vicepresidente Delcy Rodríguez. Un’operazione che solleva forti dubbi di legittimità rispetto alla Carta delle Nazioni Unite e al diritto internazionale, con effetti rilevanti anche sul mercato energetico globale, data la centralità del Venezuela nella produzione petrolifera.
Il 28 febbraio 2026 si è infine aperto un nuovo e preoccupante fronte con l’attacco di Stati Uniti e Israele contro Iran, anch’esso oggetto di forti contestazioni sul piano del diritto internazionale. Un conflitto tuttora in corso, le cui conseguenze – in termini di instabilità geopolitica, interruzione delle catene di approvvigionamento energetico e aumento dei costi delle materie prime – sono già evidenti e destinate a incidere sulle economie globali per gli anni a venire.
Di fronte a questo scenario che non esitiamo a definire estremamente grave, sorprende e preoccupa il silenzio dell’Amministrazione comunale di Verbania. Il Sindaco, nella sua doppia veste di primo cittadino e Presidente della Provincia, insieme alla Giunta e alla maggioranza consiliare, non ha ancora ritenuto prioritario discutere i due ordini del giorno presentati dall’opposizione – su proposta della coalizione “Brezza Sindaco” – relativi ai temi della pace, del riarmo europeo e del riconoscimento dello Stato di Palestina.
La giustificazione finora addotta, secondo cui tali questioni non rappresenterebbero una priorità rispetto ai problemi concreti dei cittadini, appare oggi superata dai fatti. Le conseguenze della crisi internazionale sono sotto gli occhi di tutti: aumento del costo della vita, bollette energetiche sempre più onerose, rincari nei beni di prima necessità e prezzi dei carburanti stabilmente oltre i 2 euro al litro.
Ci chiediamo dunque fino a quando questa Amministrazione intenda rimanere inerte di fronte a una situazione che incide direttamente sulla vita quotidiana della comunità. Pur nella consapevolezza dei limiti di intervento degli enti locali rispetto alle dinamiche geopolitiche globali, riteniamo imprescindibile l’apertura di un confronto istituzionale serio e trasparente.
È necessario che la Città di Verbania e il suo territorio provinciale esprimano una posizione chiara e pubblica su questi temi, dando voce alle preoccupazioni dei cittadini, che sempre più numerosi partecipano a iniziative e manifestazioni sul territorio di diversa natura e con sempre più seguito (ricordiamo, da esempio, la prossima manifestazione “Together. Contro i re e le loro guerre”, in programma sabato 28 marzo dalle 16.00 a Domodossola).
Alla luce dei rapporti istituzionali e politici che legano l’Amministrazione locale ai livelli regionali e nazionali, nonché delle relazioni internazionali avviate – come l’incontro con il sindaco di Betlemme Maher Nicola Canawati – ci aspettiamo un’assunzione di responsabilità che vada oltre il silenzio.
Anche laddove non sia possibile incidere direttamente sulle cause delle crisi globali, le istituzioni hanno il dovere di offrire indirizzo, chiarezza e sostegno morale alla cittadinanza, contribuendo a rafforzare un senso di consapevolezza e coesione in un momento storico tanto delicato.
Gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle VCO