Politica - 25 marzo 2026, 14:10

Verbania, il M5S attacca: "Scelte politiche gravi alla chiusura della campagna per il Sì"

Nel mirino l’evento con Andrea Delmastro e la presenza di Elena Chiorino: «Serve una presa di responsabilità chiara»

Terminata la par condicio — troppo spesso aggirata — è il momento di dire con chiarezza ciò che è accaduto a Verbania durante la chiusura della campagna per il “Sì”, organizzata dal sindaco, e presidente della Provincia, Giandomenico Albertella.

Al Chiostro di Intra è andata in scena una serata politicamente imbarazzante: l’ex sottosegretario Andrea Delmastro, già al centro di vicende pubbliche controverse e oggi dimissionario, è stato accolto senza alcuna esitazione. Una scelta precisa, non una svista. Una responsabilità politica che non può essere ignorata.

Albertella, come tutti, era al corrente e, nella sua posizione istituzionale, ha comunque scelto di offrire un palco pubblico a una figura già ampiamente “attenzionata” dall’opinione pubblica. Non servono scuse formali, ma serve una presa di posizione netta, che finora è mancata.

Ancora più grave è il tentativo di normalizzare l’accaduto. La stampa locale ha sottolineato l’assenza di contestazioni, dimenticando però i comunicati che denunciavano l’inopportunità di quella presenza. Il risultato? Un evento passato in sordina, con poche decine di partecipanti, ma carico di significato politico.

In sala presenti, oltre a Delmastro, c’erano esponenti di Fratelli d’Italia e amministratori locali, tra cui il capogruppo Beniamino Ricca e il segretario provinciale Angelo Tandurella. E c’era anche la vicepresidente della Regione Piemonte, Elena Chiorino.

Proprio su Chiorino si apre ora un’altra questione politica che non può essere elusa. Dopo le dimissioni di Delmastro, i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno chiesto anche le sue, per tutelare l’immagine della Regione Piemonte.

Una richiesta che nasce da fatti precisi: i legami con la società “Le 5 Forchette Srl”, che vede tra i soci fondatori la stessa Chiorino e Delmastro, insieme ad altri esponenti politici, tra cui Miriam Caroccia, figura riconducibile a un contesto familiare più volte citato in inchieste sulla criminalità organizzata romana.

Di fronte a tutto questo non è più possibile restare in silenzio. Verbania e il V.C.O. non possono essere trascinati in queste vicende né prestarsi a operazioni di legittimazione politica. Chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di tutelarne il nome, non di esporlo.

Per questo chiediamo ad Albertella di assumersi pienamente la responsabilità delle proprie scelte e di esprimere una posizione chiara e pubblica. Verbania e la Provincia non possono essere associati a quanto sta accadendo.

Non intendiamo alimentare polemiche né invocare dimissioni tardive, ma ribadire un principio fondamentale: chi ricopre incarichi istituzionali deve essere una figura di garanzia, capace di unire le comunità. Sono necessari criteri chiari e condivisi per rafforzare fiducia, responsabilità e qualità della rappresentanza pubblica, evitando divisioni inutili.

Gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle VCO

comunicato stampa