Attualità - 20 marzo 2026, 07:35

Colf, badanti e babysitter: il lavoro invisibile che gli italiani non vorrebbero per i figli

Nonostante il ruolo cruciale nella vita quotidiana e il contributo al benessere della società, oltre metà della penisola non vorrebbe che il proprio erede svolgesse questi lavori

Nonostante il ruolo centrale che svolge nella vita quotidiana delle famiglie, il lavoro domestico soffre di una reputazione fragile. È quanto emerge dal 1° Paper del Rapporto 2026 Family (Net) Work, realizzato dal Censis per Assindatcolf, secondo cui il 72% degli italiani considera poco o per nulla stimato chi svolge questo tipo di attività.

Eppure, il riconoscimento della sua utilità è molto elevato: per l’80,1% degli italiani è un lavoro importante e per l’89,4% contribuisce significativamente al benessere della società. Il gap nasce anche dalle percezioni legate alla scelta professionale: oltre la metà degli intervistati ritiene che chi fa lavoro domestico lo faccia per mancanza di alternative, mentre solo il 17,2% lo considera una libera scelta. Anche la scarsa tutela legislativa e la diffusa irregolarità contrattuale pesano sulla reputazione del settore.

Non sorprende che oltre la metà degli italiani (54,4%) non vorrebbe che un figlio intraprendesse questa professione, mentre solo il 30,5% la giudica positivamente, valorizzando dignità, assistenza e dimensione relazionale del lavoro. I contrari citano soprattutto prospettive economiche limitate, basso salario e fatica fisica. Per migliorare la reputazione del settore, secondo il campione servirebbero incentivi alla regolarizzazione e aumenti salariali.

a.f.