Dal 27 febbraio al 28 giugno alla Galleria d'Arte Moderna (Gam) di Milano ospita la mostra “Paul Troubetzkoy lo scultore della Belle Époque”, in cui sono esposte anche una trentina di opere della collezione del Museo del Paesaggio di Verbania. Si tratta del secondo atto dell'omaggio al principe scultore partito con la mostra al Museo d'Orsay di Parigi che si è chiusa a gennaio con un grande successo di pubblico: ha contato oltre 230mila visitatori.
Delle 43 opere prestate dal museo verbanese a quello parigino, 13 sono tornate “a casa”, mentre le restanti hanno proseguito il proprio viaggio verso Milano. L’esposizione alla Gam ricostruisce con un'ottantina di opere il percorso non comune di questo artista. Oltre ai ritratti che lo hanno reso famoso, mette in risalto la sua scultura animalista.
Accanto all’esposizione una serie di eventi collaterali, conferenze e visite guidate. Tra queste, venerdì 8 maggio alle 16.00 una conferenza dal titolo “Troubetzkoy. Camelie e Lago Maggiore”.
Dopo l'importante vetrina parigina, una nuova occasione dunque di promozione per il Museo del Paesaggio verso un bacino, quello della vicina Lombardia, da sempre strettamente legato a Verbania e al lago Maggiore. La conservatrice e direttrice artistica del Museo del Paesaggio Federica Rabai aggiunge: "Questa è stata anche una importante operazione di valorizzazione del patrimonio del nostro museo perché tutte le opere in prestito, con la supervisione della Soprintendenza, sono state restaurate con il contributo di Museo d'Orsay, Gam e Cms Cultura, che hanno creduto in questo progetto. Il restauro è stato effettuato tra l'ottobre 2024 e il febbraio 2025 da Gabriella Bonollo e dal suo staff direttamente nelle sale espositive del museo, sotto gli occhi dei visitatori che hanno molto apprezzato questa esperienza insolita".
Sempre Rabai annuncia: "In concomitanza con la mostra alla Gam di Milano verrà pubblicato un art dossier dedicato a Paolo Troubetzkoy, a cura dello storico dell'arte e nostro collaboratore Stefano Martinella. Un omaggio al principe scultore che si affianca alla mostra di Omar Galliani allestita a Palazzo Viani Dugnani fino al 12 aprile".
Chi, dopo l'incontro milanese, vorrà approfondire la conoscenza con Troubetzkoy troverà al Museo del Paesaggio alcune sculture rientrate da Parigi e un'interessate e quasi inedita selezione legata in particolare al periodo americano dell'artista con star hollywoodiane, indiani pellerossa e cow-boys. Tra le "chicche", Jean Bugatti alla guida dell'auto (1929) in una versione molto più grande rispetto a quella esposta alla Gam.
"La mostra di Troubetzkoy a Milano rappresenta la tappa finale di uno straordinario percorso intrapreso da anni dal Museo del Paesaggio e in particolare dal suo conservatore Federica Rabai, che ha portato la nostra realtà al Museo d'Orsay di Parigi con un enorme successo di pubblico e di critica”, dichiara il presidente del Museo del Paesaggio Massimo Terzi, che conclude: "Siamo certi che da questa esperienza milanese porteremo a casa un ulteriore successo e fiduciosi che i capolavori di Troubetzkoy contribuiranno in modo significativo ad ampliare nell'area di Milano e della Lombardia l'interesse verso le magnifiche collezioni del nostro museo e il lago Maggiore".