Eventi - 23 febbraio 2026, 15:38

A Cannobio rivive la tradizione secolare del rogo del pupazzo di Carnevale

I festeggiamenti si sono conclusi ieri a Traffiume, con un'usanza nata nel lontano 1918

Coda di Carnevale, alle 19 di ieri a Traffiume di Cannobio, col rogo del Pupazzo di Carnevale che da più d’un secolo è una consuetudine nella frazione collinare. Contrariamente a quello che potrebbe sembrare, questo “rito laico” non ha nulla a che fare col calendario liturgico ambrosiano, la fine del periodo di licenza di “peccare” da parte della chiesa e l’inizio della quaresima. Ad “inventare” il falò furono i traffiumesi della prima guerra mondiale, per i quali il pupazzo era il “Kaiser di paglia”, l’imperatore d’Austria Ungheria Francesco Giuseppe. La prima volta il rogo del pupazzo non fu a Carnevale ma a novembre 1918, dopo la firma dell’armistizio. Lo documenta la cronaca del settimanale “La Vedetta” del 16 novembre 1918. Dal febbraio 1919, il rogo del pupazzo fu anticipato al Carnevale. Oggi come allora, il rogo del pupazzo viene acceso davanti al circolo del pese. La tradizione viene mantenuta viva dai Pedu’, il gruppo che prende il nome dalle calzature di stoffa cucite dalle donne cannobiesi e cannobina nei secoli passati.

Redazione