Attualità - 11 febbraio 2026, 12:00

Bike sharing sospeso a Verbania, le opposizioni: “Servizio azzerato nonostante gli ottimi risultati”

“Scelta contraria alla mobilità sostenibile”. I gruppi di minoranza attaccano l’amministrazione Albertella: “Mancano visione e coerenza”

Sono i partiti e gruppi di opposizione in Consiglio comunale a VerbaniaPartito Democratico, Verbania si prende cura, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle, Una Verbania a sinistra, Idea Socialista e Volt / Verbania Civica – a intervenire con una nota congiunta sulla sospensione del servizio di bike sharing a pedalata assistita.

Nel comunicato si parla di un servizio “azzerato nonostante gli ottimi risultati ottenuti”, ricordando come il sistema, attivo da 18 mesi nei Comuni di Verbania, Omegna, Gravellona Toce e Casale Corte Cerro, fosse stato avviato con fondi ministeriali e regionali. La chiusura sarebbe avvenuta, si legge, “nonostante gli ottimi risultati ottenuti in termini di utilizzo e gradimento da parte dei cittadini”, come riportato anche nel comunicato inviato agli abbonati e pubblicato da VCO Trasporti.

Le opposizioni sottolineano come la decisione sia stata “assunta senza nemmeno condividere alcun dato sull’utilizzo da parte dell’utenza, sui costi a carico di ogni Comune, sul costo per VCO Trasporti”, evidenziando che “non viene fornita nessuna verifica degli obiettivi e nemmeno introdotta un’ipotesi di calendarizzazione del servizio nei mesi estivi”, che sarebbero “probabilmente quelli di maggiore utilizzo”, come recentemente ipotizzato anche dal M5S.

“Viene da pensare – prosegue la nota – che, nonostante si sia voluto utilizzare il termine ‘sperimentazione’, l’amministrazione di Verbania del sindaco Albertella abbia inteso questo servizio come un progetto a tempo, utile finché pagato da altri, dannoso quando si sarebbe trattato di mettere in campo un progetto, dei finanziamenti, in sintesi una visione: esattamente ciò che manca a questa amministrazione”.

I gruppi richiamano inoltre “la bocciatura, nella stessa sede, dell’emendamento presentato dai gruppi PD e VB si prende cura in materia di mobilità sostenibile” e l’“assenza nei comuni coinvolti di un BICIPLAN e quindi di una rete urbana di piste ciclabili alle quali agganciare il servizio di bike sharing”.

Se alla base della scelta vi fossero “solo valutazioni di ordine economico”, la decisione sarebbe “ancora più grave e immotivata”. Nel comunicato si ricorda che il Comune di Verbania ha speso “450 mila euro per le luminarie natalizie (un insulto al buon senso comune)” e starebbe valutando di “sperperare 500 mila euro per realizzare una inutile rotatoria sulla intersezione della Beata Giovannina”.

Un’opera definita “inutile (perché i flussi sono continui su tutte le direttrici)” e che “difetterebbe pure nella mancata previsione del prolungamento della pista ciclabile proveniente da Fondotoce con un percorso ciclopedonale lungo Corso Nazioni Unite diretto verso il centro della città”. I firmatari ricordano che “i turisti, soprattutto quelli mitteleuropei, gradiscono che la mobilità lenta sia presente a partire dai centri urbani e non solo nelle aree a vocazione turistica”.

Per le opposizioni, “l’azzeramento del servizio di bike sharing si inserisce a pieno titolo in una serie di scelte ostinatamente contrarie allo sviluppo di una mobilità sostenibile”, tra cui vengono citate “la mancata finalizzazione dell’acquisto della Comazzi da parte di VCO Trasporti”, “l’eliminazione del progetto simbolo di sostenibilità turistica ed ambientale della barca elettrica ‘Aurora’” e “l’eliminazione sulla tratta Pallanza-Trobaso del raddoppio delle corse del trasporto pubblico”.

Non manca il riferimento alla “riapertura al traffico veicolare di Piazza Garibaldi a Pallanza”, una scelta che – si legge – aveva lo scopo di “esaltare e sottolineare le caratteristiche ambientali e paesistiche del nostro lago e dei centri rivieraschi”, eccellenze che “meriterebbero la massima conservazione possibile, non garantita dalla presenza del traffico veicolare”. Viene ricordato come in tutta Europa molte piazze rivierasche siano state pedonalizzate negli ultimi 30-40 anni, così come “San Vittore o Piazza Ranzoni”, la cui chiusura al traffico ha migliorato la qualità della vita.

“Come sempre, dunque, alle parole e ai proclami del Sindaco non seguono i fatti: nonostante si dichiari di voler perseguire la mobilità sostenibile, si interviene pesantemente sulle infrastrutture strategiche per la città e si azzerano servizi innovativi a fronte di ingenti investimenti pubblici destinati ad attività accessorie e di dubbia utilità”.

La conclusione è netta: “Anche su questo fronte, l’amministrazione Albertella dimostra tutta la sua inadeguatezza e impreparazione”.

Redazione