Stresa ha celebrato la Giornata della Memoria con la deposizione di una corona commemorativa, in un momento di raccoglimento e riflessione che ha coinvolto istituzioni, associazioni e cittadini. “Un gesto che appartiene a tutta la nostra comunità”, ha sottolineato il sindaco Marcella Severino, rimarcando il valore collettivo del ricordo.
Particolarmente significativa è stata la partecipazione degli studenti di prima media, resa possibile grazie alla collaborazione con il dirigente scolastico. “La memoria vive soprattutto attraverso i più giovani, custodi del nostro futuro”, ha evidenziato il primo cittadino, ribadendo l’importanza di trasmettere alle nuove generazioni il significato profondo di questa ricorrenza.
Il sindaco ha inoltre espresso un sentito ringraziamento a don GianLuca Villa per la presenza e la benedizione, agli Alpini del Gruppo di Stresa, alla Croce Rossa Italiana – Comitato di Stresa, all’Anpi e ai Carabinieri, per aver condiviso un momento così significativo e per il costante impegno al servizio della comunità.
Nel corso della cerimonia è stato ricordato anche l’incontro con Lidia Maksymowicz, internata da bambina ad Auschwitz insieme alla madre e ritrovata solo molti anni dopo la liberazione. Da decenni Maksymowicz porta nel mondo una testimonianza capace di trasformare il dolore in consapevolezza, diffondendo un messaggio di memoria e responsabilità, lontano dall’odio.
Riprendendo un testo di Vilma Burba, il pensiero è andato infine ai 13 cittadini stresiani deportati sul treno 81, dei quali uno solo fece ritorno. Una ferita profonda nella storia della città, che resta incisa nella memoria collettiva e che non deve mai essere dimenticata. “Ricordare è un dovere. Farlo insieme è un segno di civiltà”, ha concluso il sindaco Severino.