Arpa Piemonte ha diffuso i dati rilevati dagli analizzatori automatici di polveri, che permettono di fornire indicazioni sull’andamento dei valori di particolato PM2.5 (sigla che indica quel fattore inquinante atmosferico composto da particelle di diametro inferiore a 2,5 millesimi di millimetro; in gergo comune sono chiamate polveri sottili) sul territorio regionale.
Gli indicatori relativi al particolato PM2.5 sono calcolati sulle stazioni della rete regionale che presentano una percentuale di dati validi superiore al 90% fino al 2022 e all’85% a partire dal 2023. Per il PM2.5 la legge fissa un limite annuale pari a 25μg/m3: nel 2025 tale limite è stato ampiamente rispettato in tutte le 26 stazioni fisse che monitorano questo inquinante utilizzando analizzatori automatici che registrano in continuo i livelli di concentrazione. Si tratta dell’ottavo anno consecutivo in cui il limite è rispettato in tutto il territorio regionale.
Le concentrazioni medie annue risultano minori o uguali a quelle del 2024 nel 66% delle stazioni e nel 67% rispetto alle medie del 2023. Dalle misure di PM10 e PM2,5 effettuate nel 2025 nelle stazioni della rete in cui sono presenti entrambi i sensori, è possibile osservare che in media il 69% del PM10 è costituito da PM2.5: questo evidenzia che una significativa frazione di particolato atmosferico PM10 in Piemonte è costituita da PM2.5.
I dati preliminari indicano un andamento del particolato PM2,5 per l’anno 2025 sostanzialmente stabile rispetto agli anni recenti, che si mantiene sotto il limite normativo europeo per la media annuale (25 µg/m³).
Nel 2025 le concentrazioni medie annuali di PM2,5 più elevate sono state registrate nelle stazioni dell’area metropolitana torinese. Tra i capoluoghi di provincia, le concentrazioni più basse sono state registrate nelle stazioni di qualità dell’aria di fondo urbano di Verbania-Gabardi e di Biella-Sturzo (10 μg/m).
L’andamento del PM2,5 nel 2025 è stato influenzato anche dalle condizioni meteorologiche: il 2025 in Piemonte è stato infatti caratterizzato da un andamento meteorologico tendenzialmente favorevole alla dispersione degli inquinanti. In particolare, in Piemonte, il 2025 ha registrato una precipitazione media di 1.113,8 mm, lievemente superiore di 84,3 mm - pari all’8% - alla norma del periodo 1991-2020, condizione che ha facilitato la dispersione degli inquinanti in alcuni periodi, mentre i periodi stagionali con scarsa ventilazione, inversione termica o scarsità di pioggia hanno contribuito ai picchi di concentrazione osservati nelle giornate più critiche (esempio: bimestre ottobre-novembre).
La nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria introdurrà a partire dal 2030 un limite più severo per il particolato fine PM2,5: 25 µg/m³ come valore giornaliero, da non superare più di 18 volte all’anno per tutelare la salute. L’analisi dei dati mostra che, sebbene le concentrazioni medie annuali di PM2,5 nel 2025 siano in linea con il 2024 e in miglioramento rispetto alle serie storiche, applicando il nuovo criterio, gran parte delle stazioni piemontesi non sarebbero conformi; raggiungere in futuro i nuovi limiti richiederà ulteriori riduzioni delle emissioni locali oltre a interventi strutturali.