Nei giorni scorsi, in occasione del passaggio della Fiaccola Olimpica da Verbania, la rete delle realtà verbanesi in sostegno della Palestina, già promotrice del presidio permanente di Piazza Ranzoni, insieme a libere cittadine e cittadini della provincia, si è riunita “per ribadire pubblicamente la nostra opposizione alla presenza di Israele alle Olimpiadi e per denunciare la complicità di istituzioni e sponsor”.
Si legge nella nota: “Chiediamo l’esclusione di Israele dai Giochi Olimpici, in quanto Stato responsabile di crimini di guerra e genocidio: a Gaza si contano oltre 70.000 morti, mentre prosegue l’occupazione della Cisgiordania e la cacciata forzata della popolazione palestinese dalle proprie terre. Dal 2023 sono stati uccisi oltre 1.000 atleti palestinesi, colpendo direttamente il mondo dello sport. Denunciamo inoltre che molti atleti israeliani sono riservisti dell’Idf e che alcuni di essi hanno preso parte alle operazioni militari a Gaza e in Cisgiordania. L’Italia non ha mai sanzionato Israele, rendendo impossibile la sua esclusione dalle Olimpiadi, a differenza di quanto avvenuto per la Russia dall’inizio della guerra in Ucraina: una evidente disparità di trattamento. Critichiamo infine il ruolo dei principali sponsor delle Olimpiadi di Cortina, Coca-Cola ed Eni, grandi investitori in Israele e quindi parte del sistema economico che sostiene l’occupazione. Rinnoviamo l’appello al boicottaggio delle multinazionali coinvolte nello sfruttamento della Palestina e chiediamo ai sindaci dei comuni del Vco di dare seguito alla richiesta di riconoscimento dello Stato di Palestina. Ricordiamo anche Pietro Zantonini, operaio morto durante i lavori olimpici, come simbolo delle gravi criticità sociali, economiche e ambientali legate alle Olimpiadi di Cortina”.