Appena iniziato, il 2026 si prospetta come un anno particolarmente oneroso per le famiglie italiane. Secondo le stime dell’Onf – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, i rincari previsti porteranno a un aggravio medio di circa 672 euro annui per nucleo familiare, nonostante le attese riduzioni nel settore energetico.
A trainare gli aumenti sono soprattutto le spese alimentari, seguite da quelle per le assicurazioni auto e dai costi di spedizione, mentre il potere d’acquisto continua a ridursi, accentuando le difficoltà dei bilanci familiari.
Il carrello della spesa vola: +2,2%
A pesare maggiormente è il comparto alimentare. Secondo il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, le festività appena concluse hanno avuto un impatto significativo sull’andamento dei prezzi. «Per effetto delle festività e dei maggiori consumi delle famiglie – spiega – i prezzi di cibi e bevande tornano a rialzare la testa, segnando a dicembre un +2,6%, con un aggravio di spesa pari a 241 euro annui per una famiglia con due figli».
Una tendenza che non è nuova: l’aumento dei prezzi nel settore alimentare prosegue infatti dal 2021, costringendo molte famiglie a ridurre i consumi o a rinunciare alla qualità degli alimenti portati in tavola.
Assicurazioni auto in aumento
Dopo una fase di lieve flessione, tornano a crescere anche le tariffe delle assicurazioni auto. A pesare sono in particolare l’aumento del 12,5% dell’aliquota sulla polizza infortuni del conducente collegata alla RC Auto e l’incremento dei premi assicurativi, influenzati dai sinistri con colpa registrati nel corso del 2025.
Il premio medio si attesta ora a 629 euro, con rincari che interesseranno circa 500 mila automobilisti.
Più caro anche spedire
Aumenti anche nel settore delle spedizioni. È stato introdotto un contributo fisso di 2 euro per ogni spedizione di valore inferiore ai 150 euro proveniente da Paesi extra-UE. La misura punta a disincentivare gli acquisti di piccolo importo dall’estero e a favorire l’e-commerce nazionale, ma avrà un impatto diretto sui consumatori.
Potere d’acquisto in calo
Il quadro complessivo resta preoccupante. Secondo Federconsumatori, negli ultimi cinque anni il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito di oltre 5.500 euro. Un calo che si traduce in rinunce, tagli alle spese e in un progressivo aumento delle disuguaglianze economiche, con effetti sempre più evidenti sulla vita quotidiana dei cittadini.